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19 Giugno 2024

Fiaip, proposte per il Decreto Salva Casa

di Red

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Fiaip ha partecipato a un'audizione presso la Camera dei Deputati, nella Commissione VIII (Ambiente, Territorio e Lavori Pubblici) presieduta dall'On. Mauro Rotelli, nell'ambito dell'esame del Disegno di legge A.C.1896 di conversione del Decreto legge 29 maggio 2024, n. 69, recante "Disposizioni urgenti in materia di semplificazione edilizia e urbanistica". Durante l'audizione, il Presidente Gian Battista Baccarini ha presentato una serie di proposte finalizzate a rafforzare l'intento e le finalità del provvedimento, orientato a rendere le compravendite più veloci e sicure a beneficio della comunità, del mercato e dei professionisti del settore.

Le proposte della Federazione Italiana degli Agenti Immobiliari Professionali interessano tre ambiti: le tolleranze esecutive e costruttive, le parziali difformità riferite alle varianti in corso d'opera a titoli edilizi rilasciati prima della Legge Bucalossi (L. 10/1977), e i cambi di destinazione d'uso senza opere.

Per quanto riguarda le tolleranze, Fiaip ritiene opportuno eliminare dal testo la limitazione temporale del 24 maggio 2024, considerata ingiustificata e foriera di disparità di trattamento. Inoltre, ha proposto l'introduzione di un'ulteriore soglia di tolleranza del 6% per le unità immobiliari con superficie utile inferiore ai 60 mq, mantenendo la soglia del 5% per le unità immobiliari con superficie tra i 60 e i 100 mq. La maggior parte degli immobili oggetto di compravendite sono bilocali/trilocali con superficie utile dai 40 ai 60 mq, pertanto è molto facile superare la soglia del 5% con tali dimensioni.

Il secondo ambito riguarda le parziali difformità riferite alle varianti in corso d'opera a titoli edilizi rilasciati prima della Legge Bucalossi. Fiaip sostiene che tali interventi non devono essere considerati violazioni edilizie; pertanto, ai fini dell'attestazione dello stato legittimo degli immobili, dovrebbe essere sufficiente una dichiarazione da parte di un tecnico abilitato, senza la necessità di un procedimento dedicato.

Il terzo ambito riguarda i cambi di destinazione d'uso senza opere. Fiaip ritiene che debbano essere sempre ammessi tra categorie omogenee, anche in deroga ad eventuali prescrizioni e limitazioni degli strumenti urbanistici comunali. Inoltre, si ritiene debbano essere agevolati sia i cambi d'uso senza opere che con opere, poiché nei processi dei cambi d'uso non è l'intervento edilizio in sé che influisce ma la nuova destinazione. Tra categorie non omogenee, Fiaip ha proposto di facilitare i cambi d'uso in abitazioni anche degli immobili rurali (categoria D), in riferimento ai soli fabbricati ubicati nelle immediate vicinanze della casa principale (fienile vicino alla casa colonica) e con il vincolo che siano ristrutturati secondo i dettami della "casa green". In questo modo si valorizza parte del patrimonio immobiliare in campagna, riqualificandolo e ampliando l'offerta abitativa agevolando l'accesso alla casa.

"Auspichiamo che le nostre proposte siano recepite unitamente ad una triplice raccomandazione - precisa Gian Battista Baccarini, Presidente Nazionale Fiaip. Ovvero di mantenere inalterata la misura del silenzio assenso che garantisce la certezza sui tempi di risposta del Comune; di non prevedere divieti di affittare per periodi brevi in riferimento ai cambi d'uso in abitazioni; e soprattutto, ai fini dell'abitabilità, di ridurre i parametri sia in riferimento all'altezza che alla superficie minima degli ambienti, riallineando una serie di situazioni riguardanti seminterrati e mansarde. Non si dimentichi la questione Milano che urge risolvere. Servono certezza delle regole e un approccio integrato che includa una riforma organica del sistema edilizio e urbanistico stabilendo criteri chiari e uniformi. Solo in questo modo si potrà avere un impatto duraturo positivo nel settore edilizio e nel mercato immobiliare".

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