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14 Aprile 2026
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"Siamo sconcertati per la stortura introdotta dall'articolo 13 del decreto salva-Italia, che costringe gli anziani ricoverati in case di riposo pubbliche o private a pagare sugli immobili di loro proprietà l'aliquota Imu prevista per le seconde case".
A lanciare l'allarme è il presidente di Federanziani, Roberto Messina, a proposito della nuova norma che trasforma le case di riposo in “prime case”, costringendo gli anziani ricoverati a pagare un'aliquota doppia sulla loro abitazione reale.
Un paradosso che, dice l'associazione, produce un costo pesante a carico dell'anziano: l'Imu infatti raddoppia quasi, passando dal 4 per mille al 7,6 per mille.
“Ci rivolgiamo pertanto al Governo - prosegue Messina – affinché elimini la stortura, ristabilendo quell'equità di cui tanto si parla in questi tempi.
In caso contrario, gli anziani saranno costretti a rinunciare a stabilirsi nelle case di riposo o residenze sanitarie pagate dal cittadino in tutto o in parte, per farsi ricoverare direttamente in ospedale, con un costo di 800 euro al giorno per il Servizio sanitario nazionale”.
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