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24 Maggio 2024

Fallimenti: aumentano del 16% le liquidazioni giudiziali nel I quadrimestre 2024

di red

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Nei primi quattro mesi del 2024 si sono aperte in tutta Italia un totale di 2.862 nuove liquidazioni giudiziali, con 43.503 i fallimenti pendenti al 30 aprile 2024. Roma primo tribunale e Lombardia prima regione. Queste alcune delle risultanze della ricerca realizzata da Berry Srl (ex Cherry Srl) sull’attività dei tribunali fallimentari nazionali con un focus sulle prime venti sezioni per volume di attività, che aprono oltre il 50% delle procedure di tutta Italia (140 tribunali), ovvero: Bari, Bergamo, Bologna, Brescia, Busto Arsizio, Cagliari, Catania, Firenze, Genova, Milano, Modena, Monza, Napoli, Padova, Roma, Torino, Treviso, Venezia, Verona e Vicenza.

I risultati indicano che il numero complessivo di nuove procedure aperte (dopo la riforma del Codice della Crisi e dell’Insolvenza-Ccii, i fallimenti lasciano il posto alle liquidazioni giudiziali) sia aumentato del 16% a fronte di 2.862 pratiche aperte, rispetto alle 2.469 procedure aperte nel primo quadrimestre 2023, continuando il trend di crescita dal 2022.

Prendendo poi in analisi i singoli tribunali, nel corso del 2024 Roma torna a essere primo per complessivi procedimenti aperti (232, -12% sui primi quattro mesi del 2023 che includevano sia liquidazioni che fallimenti), seguito da Milano (228, -5%) e Torino (135, +65%), mentre in coda si trovano Cagliari (24, -19%), Modena (32, -2%) e Genova (36, +82%). L’aumento percentuale maggiore si registra nei tribunali di Verona (+147% a fronte di 72 procedure) e Genova (+82%).

Il tribunale di Cagliari annovera un importante calo del 19%, unico tribunale insieme a quello di Roma a registrare una diminuzione significativa tra i primi 4 mesi del 2024 e lo stesso periodo del 2023. Il tribunale che chiude più fallimenti nel periodo in esame è Milano (341).

A livello regionale, in valore assoluto si contano 2.862 nuove pratiche, di cui 560 provengono dalla Lombardia, 354 dal Lazio e 277 dal Veneto, mentre in coda si trovano Molise (11), Basilicata (19) e Trentino Alto Adige (23). In variazione percentuale l’Abruzzo risulta essere la prima regione in relazione all’apertura di liquidazioni giudiziali (+88% sui primi 4 mesi del 2023), mentre il Molise quella con il calo più importante (-36%).

In relazione allo stock di fallimenti e liquidazioni giudiziali pendenti, invece, nel primo quadrimestre del 2024 questo si assesta a un complessivo di 53.560 (-4% sul 2023). In particolare, le liquidazioni giudiziali pendenti al 30 aprile 2024 risultano essere 10.057, mentre i fallimenti 43.503 (-9% sul 2023). Nel contesto delle sole procedure fallimentari, il tribunale di Firenze registra un +41% di procedimenti chiusi nei primi 4 mesi del 2024, seguito da Venezia (+36%) e Genova (+21%), mentre Cagliari con un -36% è il tribunale con il calo maggiore seguito da quelli di Brescia e Napoli (rispettivamente -34% e -29%). La Lombardia, oltre a confermarsi come la regione che apre più liquidazioni (560), si attesta anche come quella che chiude più fallimenti (822).

Prendendo in esame la metrica che il ministero della Giustizia definisce come “clearance rate”, ovvero il rapporto tra le procedure definite e quelle sopravvenute nel medesimo arco temporale, si denota un trend positivo su quasi l’intero territorio (4.192 chiusure contro le 2.862 aperture). Si distinguono le Marche con uno score del 163%, seguite da Umbria e Campania rispettivamente 93% e 76%. Uniche regioni con clearance rate negativo risultano Trentino-Alto Adige (-49%) e Piemonte (-4%).

Giacomo Fava, lead Ai engineer di Berry Srl: “Il primo quadrimestre del 2024 attesta un andamento positivo, nonostante l’aumento delle nuove procedure aperte. Si registra infatti quasi il doppio di pratiche chiuse rispetto le nuove sopravvenute. Consolidata ormai la transizione dai fallimenti alle nuove liquidazioni giudiziali, secondo il Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza (Ccii), nel periodo preso in esame il dato relativo l’ammontare di nuove iscrizioni registra un incremento rispetto le aspettative post Ccii”.

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