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14 Aprile 2026
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Aumenta il numero di occupati in Europa. In Germania i posti di lavoro sono aumentati di oltre 3 milioni (+8%); nel nostro Paese gli occupati sono aumentati di 284 mila unità, tutti nel 2017. Questi i dati del rapporto “L’Occupazione in Europa durante la crisi” redatto dal Centro studi di Unimpresa.
Secondo l’indagine, nell’area euro, complessivamente, si è registrato un aumento dell’occupazione, trascinato principalmente da Germania e Francia.
In Italia nel 2009 lavoravano 24,9 milioni di persone, salite a 25,2 milioni a giugno dello scorso anno (+1%); il picco più basso è stato registrato nel 2013 e nel 2014 con la forza lavoro scesa a 24,3 milioni. Tra i principali paesi dell’area euro, l’Italia è quello con la crescita più lenta, mentre il risultato migliore è dell’Austria (+8,16%). Per la Francia, è stata registrata una variazione positiva pari a 1 milione (+3%), da 26,8 milioni a 27,8 milioni.
Tre i casi con saldo negativo: Grecia (-659mila unità, -13%), Portogallo (-126mila unità, -2,55%), Spagna (-480mila unità, -2%).
Secondo lo studio, basato su dati della Banca centrale europea, dal 2009 al secondo semestre del 2017, nell'area euro l’occupazione è passata da 151 milioni e 149 mila unità a 155 milioni e 891 mila unità, con un incremento di 4 milioni e 742 mila unità (+3,14%).
In Italia, il totale degli occupati è passato da 24 milioni e 926 mila unità del 2009 a 25 milioni e 210 mila unità del 2017 con un incremento di 284 mila unità (+1,14%).
Giovanna Ferrara, presidente di Unimpresa: “L’attuale architettura dell’Unione europea favorisce solo alcuni Paese e in particolare la Germania. Noi crediamo nell'Europa unita e nella moneta unica, ma è divenuta improcrastinabile una riforma complessiva delle regole, in modo da consentire a tutti i paesi membri di crescere e di far aumentare l’occupazione”.
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