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21 Gennaio 2015

Enasarco, Sergio Puglia (M5S): Il Governo valuti il commissariamento di Enasarco. Più di 465 milioni di euro il presunto buco in bilancio

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Dopo gli esposti alla Covip e alla Corte dei Conti e le audizioni dei dirigenti Enasarco l’organo di controllo sugli enti previdenziali chiede di azzerare i vertici della Fondazione. E il Movimento 5 Stelle annuncia sulla vicenda di aver presentato nei giorni scorsi anche un nuovo esposto alla Banca d’Italia e alla Consob. In questi giorni si attende quindi una risposta sulla possibilità di avviare la procedura di commissariamento da parte dei misteri competenti, già interessati sulla vicenda.

Abbiamo deciso di approfondire quanto sta accadendo per la Fondazione Enasarco con il Senatore Sergio Puglia, napoletano, classe 1972, consulente del lavoro e componente della Commissione Bicamerale di vigilanza sull'attività degli enti gestori di forme obbligatorie di previdenza e assistenza sociale, il primo parlamentare ad avere avanzato la richiesta di commissariamento di Enasarco.

D: Senatore, lei è stato il primo, lo scorso dicembre, a chiedere il commissariamento di Enasarco. Ci può confermare la richiesta inviata dalla Commissione bicamerale di vigilanza sull'attività degli enti gestori di forme obbligatorie di previdenza e assistenza sociale avanzata al ministro Paoletti?

R: Intanto le confermo che la Commissione di vigilanza parlamentare sugli enti della previdenza ha formulato, nei giorni scorsi, al ministero del Lavoro la richiesta di commissariamento dell'ente di previdenza Enasarco (l'ente di previdenza integrativa per agenti di commercio e promotori finanziari) e ha richiesto ai ministeri competenti controlli più approfonditi sulla gestione finanziaria della Fondazione. La richiesta della commissione parlamentare arriva dopo una serie di audizioni dei vertici Enasarco le cui risposte, in particolare sulle questioni finanziarie e di bilancio, non hanno soddisfatto i parlamentari e la Commissione di vigilanza. Per noi del movimento 5 Stelle si tratta di una prima vittoria visto che negli ultimi due anni abbiamo presentato insieme alla collega Roberta Lombardi interrogazioni, interpellanze urgenti, mozioni, oltre ad aver inviato lettere ai ministri competenti e chiesto infine in dicembre formalmente il commissariamento di Enasarco”.

D: La Commissione ha accolto la sua richiesta di commissariamento. Avete deliberato all’unanimità?

R: Non si è votato a riguardo. L’ufficio di presidenza della Commissione e il suo presidente Lello Di Gioia hanno ritenuto opportuno a seguito delle audizioni di Enasarco, di scrivere direttamente ai ministeri competenti per fare maggiore luce sulla vicenda, auspicando che i ministeri vigilanti possano verificare le condizioni per procedere al commissariamento.

D: Perché secondo lei la Fondazione Enasarco non ha dato risposte totalmente chiarificatrici nel corso delle audizioni parlamentari?

R: In Commissione bicamerale abbiamo dato atto alla Fondazione Enasarco del tentativo di fornirci risposte adeguate, ma sono ancora troppe le questioni aperte sulle quali la Fondazione ha ovviato di rispondere, in particolar modo sugli investimenti alternativi che non si riportano mai a scadenza, così come sui prodotti derivati e sui veicoli societari collocati nei paradisi fiscali. Riteniamo ci sia uno scarto di valore nei bilanci dell’ente di oltre 465 milioni di euro e sono inaccettabili gli artifici di bilancio quando sono messi in atto per coprire i buchi di una gestione finanziaria assai discutibile. Come Commissione parlamentare continueremo a chiedere maggiori informazioni e aggiornamenti nelle prossime settimane e faremo le verifiche necessarie sui bilanci di tutti gli enti previdenziali.

D: Sulla scorta dei tanti scandali veri o presunti da lei rappresentati sulla gestione finanziaria della Fondazione Enasarco, ritiene possibile che ci possa essere ora l’azione della magistratura per far piena luce sulla vicenda?

R: Assolutamente sì. A questo punto la magistratura ha tutti gli elementi per procedere e far luce sulla vicenda Enasarco, tenendo conto anche del fatto che sono già molte le denunce mosse in passato che hanno spinto alcuni dirigenti Enasarco a parlare addirittura di tangenti dietro la scelta da parte di Enasarco dei gestori degli investimenti. Quegli investimenti sui quali, in più occasioni, noi come Movimento 5 Stelle abbiamo chiesto chiarezza in Parlamento.

D: La questione passa adesso al Ministero del Lavoro e delle politiche sociali. Pensate di convocare nelle prossime settimane in Commissione bicamerale di vigilanza sull’attività degli enti gestori di forme obbligatorie di previdenza e assistenza sociale il ministro Giuliano Poletti? 

R: I ministeri devono ora verificare e approfondire i documenti in loro possesso. C’è la necessità, entro alcuni mesi, di avere maggiori chiarimenti sulla gestione finanziaria e l’operato di questo ente e può darsi che gli stessi ministeri vigilanti (Lavoro e Mef) possano essere convocati a rispondere sulla vicenda in Commissione Bicamerale. Il Movimento 5 Stelle crede che la vigilanza sulle Casse previdenziali private si debba concentrare presso un unico soggetto istituzionale, con responsabilità precise di vigilanza e ispezione. Per questo auspichiamo una gestione più oculata degli asset e degli investimenti finanziari delle casse previdenziali per ridurre al minimo i rischi per i propri iscritti e per tutelare le pensioni dei professionisti e delle partite Iva. Evidentemente è opportuna una riforma e una definizione normativa univoca di questi enti che gestiscono il sistema previdenziale privato.

D: Perché secondo lei la Fondazione Enasarco non ha dato risposte totalmente chiarificatrici nel corso delle audizioni parlamentari?

R: In Commissione Bicamerale abbiamo dato atto alla Fondazione Enasarco del tentativo di fornirci risposte adeguate, ma sono ancora troppe le questioni aperte che la Fondazione ha ovviato di rispondere, in particolar modo sugli investimenti alternativi che non si riportano mai a scadenza, così come sui prodotti derivati e sui veicoli societari collocati nei paradisi fiscali. Riteniamo ci sia uno scarto di valore nei bilanci dell’ente di oltre 465 milioni di euro e sono inaccettabili artifici di bilancio quando sono messi in atto per coprire i buchi di una gestione finanziaria assai discutibile. Come Commissione parlamentare continueremo a chiedere maggiori informazioni e aggiornamenti nelle prossime settimane e faremo le verifiche necessarie sui bilanci di tutti gli enti previdenziali.

D: Cosa ne pensa della volontà di Enasarco di cooptare alla propria sfera gli agenti immobiliari e i collaboratori non abilitati?

R: Si sta tentando di incrementare gli incassi con l'allargamento della base degli iscritti in primis assimilando i collaboratori delle agenzie immobiliari ad agenti di commercio e in un secondo momento tenteranno di inglobare gli stessi agenti immobiliari, che ricordo prima a me stesso è una professione incompatibile con quella di agente di commercio: c’è una normativa precisa che ha già sancito l’incompatibilità tra la professione dell’agente di commercio e quella dell’agente immobiliare. Questo è un tentativo da parte di Enasarco di avere nuovi assicurati silenti, ossia assicurati che non raggiungendo i requisiti minimi per accedere alla pensione perderanno i contributi versati. La stragrande maggioranza dei collaboratori delle agenzie immobiliari sono giovani e questo tentativo di Enasarco diventa di fatto una tassa sui giovani e non una contribuzione perché come dicevo difficilmente raggiungeranno i requisiti minimi per accedere al trattamento pensionistico.

Intervista di Vincenzo Campo per Monitorimmobiliare, @vmcampo

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