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4 Agosto 2014

Edilizia: crisi del settimo anno per il Piemonte

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L’allarme nazionale del settore delle costruzioni si riflette, a maggior ragione, sulle singole regioni. In particolare è il Piemonte che denuncia il settimo anno consecutivo di crisi: dal 2008 al 2014, l’Ance rileva che gli investimenti in costruzioni siano scese del 27% nel solo Piemonte, a fronte di un calo nazionale del 31,7%.

Di contro, gli investimenti per rimettere in sesto gli edifici sono migliorati nello stesso periodo di tempo: +12,2% regionale contro un +20% nazionale, a segnalare che in Italia il recupero ‘tira’ di più della costruzione ex-novo.

Ciò ha però degli impatti a livello occupazionale, in particolare nella Regione cisalpina: un calo del 7,4% degli occupati si raffronta ad un -4,8% nazionale nel primo trimestre del 2014, per un totale di 48 mila occupati in meno dal 2009.

Di pari passo con il calo della produzione sono scesi i permessi di costruire. Dai massimi raggiunti nel 2006 (17.733 permessi), la caduta fino agli 8795 del 2011 è stata rovinosa: -49,4% in Piemonte (-81% in Italia ma partendo dal 2005). Idem il mercato residenziale, con investimenti contratti del 52,5% dal 2007 al 2013 nella Regione e del 64,1% in Italia, e mutui familiari scesi del 65,9%, in linea col dato nazionale.

“Continuiamo a ripetere che senza una politica in grado di invertire la tendenza in atto le nostre imprese sono destinate e scomparire – commenta Giuseppe Provvisiero, presidente di Ance Piemonte, riecheggiando le parole del suo omologo nazionale. – Solo nell'ultimo anno abbiamo perso quasi 20.000 occupati. Senza incisivi interventi di politica economica e un allentamento della stretta creditizia per il settore il 2015 sarà l'ottavo anno consecutivo di crisi. Per questo chiediamo al nuovo governo regionale una totale attenzione verso il nostro settore”.
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