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31 Gennaio 2017

E-Valuations: necessario regolare la retribuzione del valutatore

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Abrogare l’articolo 161 della legge 132/2015 che prevede una revisione del compenso del valutatore immobiliare in caso di esecuzioni immobiliari parametrandola al prezzo di vendita anziché a quello di stima.

Lo chiede E-Valuations in una petizione sottoscritta su Change.org rivolta alla Camera dei Deputati, al Senato della Repubblica, al Ministro della Giustizia, Andrea Orlando e al Ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan. Secondo i promotori della petizione, la retribuzione del valutatore non può dipendere totalmente dal prezzo di vendita degli immobili.

La norma prevede infatti che “Il compenso dell’esperto e dell’estimatore nominato dal Giudice o dall’ufficiale Giudiziario” venga “calcolato sulla base del prezzo ricavato dalla vendita. Prima della vendita non possono essere liquidati acconti in misura superiore al cinquanta per cento del compenso calcolato sul valore di stima”. La disposizione in questione, secondo E-Valuations, è penalizzante, inopportuna e ingiusta.

Nella petizione è esplicitato che l’esperto estimatore svolge un’attività laboriosa e complessa ma a sua volta fondamentale nell’economia di una procedura esecutiva. Le attività dell’esperto e i contenuti della perizia sono poi spesso arricchiti dai quesiti dei Giudici dell’esecuzione che sovente richiedono ulteriori indagini.

La stima dell’immobile, ricorda E-Valuations, deve seguire gli I.V.S. (International Valuation Standards) disciplinati da norme precise e complesse che solo una figura altamente specializzata e professionale conosce e che pertanto andrebbe adeguatamente retribuita. Il prezzo finale di vendita all’asta di un immobile non è mai garantito perché può dipendere da moltissime variabili e perché non si agisce in condizioni di libero mercato. Inoltre il recente d.l. 83/2015 ha stabilito che per gli immobili all’asta possano essere presentate offerte più basse fino al 25% del prezzo base. E’ chiaro dunque che la retribuzione del valutatore sarà quindi sempre inferiore al valore di stima.

Lo stesso decreto, riporta la petizione, “impone all’esperto estimatore tre nuovi tipi di indagini: sulla situazione condominiale, sulla situazione urbanistico-edilizia, sull’esistenza di usi civici. Mentre il legislatore appesantiva i compiti dell’esperto stimatore dall’altra parte gli si incideva, in peius, sul compenso”.

Sandro Ghirardini, segretario generale di E-Valuations: “Le nostre stime consegnano agli interessati una radiografia completa del bene garantendo all’aggiudicatario la certezza di beni immobili privi di vizi, abusi e difformità urbanistiche. Una perizia inadeguata si tradurrà soltanto in problemi per l’aggiudicatario impattando negativamente su tutto il sistema delle aste. Per questo la qualità di un’opera professionale dovrebbe essere parametrata all’entità del compenso. Chiediamo pertanto in maniera ufficiale alle Istituzioni competenti di intervenire tempestivamente sulla norma in questione”.

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