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8 Novembre 2021

DoveVivo: 500mila i giovani italiani in cerca di soluzioni abitative

di E.I.

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Prima dello scoppio della pandemia i giovani italiani che vivevano nella propria residenza d’origine rappresentavano il 64% del totale, percentuale che è salita di due punti durante l’emergenza sanitaria. 

Parlando di previsioni, invece, solo il 36% dei giovani vivrà nella residenza di origine da qui ai prossimi sei mesi, mentre il 42% prevede che abiterà fuori casa, numero che, se trasformato in termini assoluti, potrebbe portare ad aumento di 500.000 giovani in cerca di soluzioni abitative, senza considerare il restante 22% che dichiara di non essere ancora sicuro del proprio futuro.

I dati emergono dalla ricerca che DoveVivo ha commissionato a Ipsos su un campione rappresentativo di 3.000 giovani tra i 18 e i 34 anni, con l’obbiettivo di indagare le opinioni di ragazzi italiani, francesi e spagnoli in merito al loro rapporto con la casa e all’impatto della pandemia sulle scelte abitative.

L’impatto del Covid-19 è evidente soprattutto tra i fuorisede: il 43% di loro è tornato a vivere con la propria famiglia d’origine in corrispondenza dello scoppio dell’emergenza sanitaria. Affettive, emotive e pragmatiche le principali motivazioni alla base di questa scelta: la maggior parte dei rispondenti dichiara di essere tornato a casa per stare meglio (75%), per poter stare più vicino alla propria famiglia (74%) e per risparmiare (70%). Il 35% delle persone intervistate è però rimasto nella propria abitazione durante il lockdown mosso prevalentemente dal desiderio di restare a casa propria (48%), il 35% dalla necessità di portare avanti attività di studio e lavoro e il 15% per paura di contagiare la famiglia.

Tuttavia, la situazione è già cambiata con la ripresa economica a cui stiamo assistendo: tra coloro che sono tornati a vivere con la propria famiglia durante la pandemia, 8 su 10 sono tornati dove vivevano prima dell’emergenza oppure stanno pianificando di cambiare casa nel prossimo futuro. Questo dato in particolare è il più alto tra gli altri paesi interessati dalla ricerca: in Francia e Spagna rispettivamente solo il 65% e il 71% dei giovani ha in programma di spostarsi o l’ha già fatto.

Molti dei ragazzi intervistati, inoltre, avevano dei piani ben precisi prima dello scoppio della pandemia: andare a vivere da soli, con il proprio partner o in una casa condivisa, cambiare casa o città. Sorprende notare come, nonostante la crisi sanitaria ed economica, una media di 3 giovani su 10 dichiara di essere riuscito a realizzare il proprio obiettivo già nel corso del 2020 o 2021. Fra le attività pianificate, l’andare a vivere con altre persone in coliving è stata quella che ha registrato la percentuale più alta di realizzazione.

Alta la quota di chi invece ha in programma di attuare il proprio piano entro i primi tre mesi del 2022: sono in media 5 giovani su 10 a non aver abbandonato i loro obiettivi mentre solo circa il 17% si è trovato costretto a farlo. Colpisce, in particolare, il fatto che il campione italiano abbia avuto il minor tasso di abbandono dei progetti rispetto ai francesi (20%) e agli spagnoli (27%).

Tra i giovani italiani emerge la voglia di libertà e dinamismo. Il 43% di loro dichiara di voler viaggiare in altre città o paesi per collezionare esperienze di studio o lavoro sottolineando la necessità di avere un posto dove sentirsi a casa. Il 16% afferma di non avere necessità di una base e di voler essere libero di muoversi a seconda delle opportunità. Il 41% invece desidera la stabilità del posto di lavoro e dell’abitazione.

Interrogati su quali situazioni ritengano più importanti per le nuove generazioni, emerge pragmatismo insieme a un forte dinamismo. Se da una parte, quasi 8 intervistati su 10 dichiarano di aver bisogno di un lavoro fisso e un luogo stabile dove vivere e una quota simile è  ben consapevole delle difficoltà legate all’acquisto della casa per la loro generazione, dall’altra rileviamo lo stesso numero per chi intende collezionare sempre più esperienze attraverso il proprio percorso personale e professionale, anche, per 7 giovani su 10, cambiando città o paese.

Dalla lettura dei dati, inoltre, sembra che i giovani italiani vogliano investire su se stessi, riconoscendo i punti di forza della propria generazione: 7 su 10 vedono nella sharing economy e nella flessibilità di luoghi di vita e di lavoro un’opzione valida per perseguire i propri obiettivi, nel contesto di una generale consapevolezza della apertura e disponibilità alla condivisione.

Valerio Fonseca, Co-Founder e CEO di DoveVivo: “La ricerca realizzata in collaborazione con Ipsos fa emergere aspetti interessanti delle abitudini e dei desideri abitativi dei giovani italiani. Senza dubbio ci troviamo di fronte a uno scenario complesso, in cui i nostri ragazzi sono sì molto legati alla propria famiglia ma hanno anche sogni, progetti e piani di vita che li vedono proiettati fuori da casa. Se applichiamo i risultati della ricerca ai dati Istat – possiamo affermare che saranno almeno mezzo milione in più i giovani in cerca di nuove soluzioni abitative nei prossimi 6 mesi. Il dato non considera il 22% di indecisi che potrebbe incrementare ulteriormente la domanda. Personalmente vedo in questi dati un grande movimento sociale che potrebbe avere un impatto rilevante sul mercato immobiliare e di contributo ad un nuovo sviluppo economico”. 

Chiara Ferrari, Service line leader del team Public Affairs di Ipsos Italia: “I dati raccolti con questa grande ricerca confermano un trend positivo nelle intenzioni dei giovani italiani. Dal nostro osservatorio privilegiato sui giovani e dalle ricerche svolte nel corso del 2021 rileviamo che nonostante l’isolamento, la limitazione delle libertà e degli spostamenti dovuti all’emergenza sanitaria, i giovani sono oggi pronti a ripartire con i loro programmi se messi nelle giuste condizioni”.

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