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22 Giugno 2015

Disagio abitativo: le richieste di esecuzione doppiano gli sfratti

di E.P.

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La pubblicazione da parte del ministero degli Interni dei dati definitivi sugli sfratti nel 2014 permette di fotografare un fenomeno ancora drammatico.

Nonostante i dati di molte città metropolitane risultino incompleti, si registra infatti un aumento dei provvedimenti di sfratto emessi nel 2014 rispetto al 2013 pari al 5% e delle esecuzioni con l’assistenza dell’autorità giudiziaria del 13,5%.

Le richieste di esecuzione sono il doppio dei provvedimenti di sfratto: 150.076 (richieste di  esecuzione), 77.278 (provvedimenti di sfratto): questo significa che si stanno esaurendo le uscite spontanee.

Da una parte si va riducendo la capacità delle reti familiari e amicali di assorbire il problema e dall’altra che il sistema di welfare abitativo istituzionale non è in grado di soddisfare la pur minima assistenza.

Conseguentemente i 36.083 sfratti eseguiti, a cui si devono aggiungere le migliaia di pignoramenti immobiliari nei confronti di chi non ha più potuto pagare il mutuo, stanno generando un vero e proprio un luogo in cui vivere.

Tra pochi giorni (il 30 giugno) scadrà la miniproroga degli sfratti per finita locazione: Governo e Parlamento avevano motivato la brevità della proroga dichiarando che le misure presenti nel provvedimento sarebbero state risolutive.

“In quattro mesi – è il commento ai dati da parte del Sicet, sindacato Inquilini casa e territorio, legato alla Cisl - nemmeno una delle famiglie interessate ha trovato soluzioni alternative.

Non una casa popolare è stata ancora recuperata per essere assegnata ad uno sfrattato, non uno contratto è stato rinegoziato e rinnovato utilizzando le risorse stanziate.

Servono misure diverse, serve soprattutto la volontà di affrontare il problema attraverso la riduzione dei prezzi degli affitti, serve una politica pubblica dell’affitto e dell’Edilizia residenziale pubblica.

Tutti argomenti che le istituzioni competenti: Governo, Parlamento, Regioni, Comuni declinano con estrema difficoltà”.

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