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Porta le firme dall’Agenzia del demanio, del ministero per i Beni e le Attività Culturali - Direzione Regionale per i Beni culturali e paesaggistici del Piemonte e del Comune di Saluzzo l’accordo siglato il 12 giugno 2012 per la valorizzazione della Castiglia (foto), l'antico castello dei Marchesi di Saluzzo, in provincia di Cuneo.
L’atto prevede che l’immobile venga trasferito, a titolo non oneroso, dallo Stato al Comune entro 180 giorni dalla firma dell’accordo, ai sensi dell’art. 5 comma 5 del D.lgs. n.85/2010 sul federalismo demaniale.
Quest’accordo – si legge in una nota del Demanio - è il secondo del genere nella Regione Piemonte, dopo la Caserma Cavalli di Torino e s’inserisce in un percorso virtuoso di valorizzazione piena e compiuta di immobili di grande valore, economico, culturale e simbolico, che l’Agenzia del demanio sta portando avanti in tutto il Paese, cercando di attivare una collaborazione proficua ed efficace con gli Enti territoriali, che sia di stimolo alla crescita e all’economia del territorio.
L’attività di trasferimento di immobili di grande pregio storico-artistico ai Comuni di appartenenza rappresenta infatti una opportunità vera e concreta di creare condizioni favorevoli per il territorio per utilizzare al meglio i beni pubblici, promuovendone il recupero e una riqualificazione che sia utile e vantaggiosa per la collettività.
L’accordo prevede un pieno riutilizzo dell’immobile attraverso ulteriori interventi di risanamento con cui offrire ai visitatori dell’Ex Castello una pluralità di percorsi e opzioni culturali di cui fruire.
In particolare, il programma di valorizzazione del maniero – che già ospita l'Archivio storico della Città di Saluzzo e spazi espositivi dedicati all'arte moderna – è imperniato sulla realizzazione di due musei permanenti, strettamente connessi al “doppio ruolo” assunto nei secoli dal complesso monumentale.
Il museo della civiltà cortese rievocherà infatti i fasti della corte marchionale, che raggiunse il suo apice nel XV secolo quando il piccolo marchesato seppe ritagliarsi un posto di prestigio nel panorama politico europeo; il museo della memoria carceraria testimonierà invece la seconda vita del castello, che a partire dal 1825 subì una profonda trasformazione per essere utilizzato quale casa di reclusione.
A corollario dei due musei, il progetto di valorizzazione verrà completato mediante il recupero e restauro del cortile “ora d'aria” e dell’ex Cappella, e la realizzazione di un ambizioso progetto di messa in rete di alcuni beni culturali del territorio, in partenariato con altri comuni del Saluzzese”.
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