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14 Aprile 2026
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Per risarcire i danni del terremoto che ha colpito l'Emilia si crei un fondo pubblico attingendo dall'Imu.
È una proposta del Consiglio nazionale degli Architetti contenuta in una lettera aperta inviata al Presidente del Consiglio, Mario Monti.
“Da una ricerca Cresme 2012 - scrivono gli architetti - si evince che in Italia le aree ad elevato rischio sismico sono circa il 50% del territorio nazionale e il 38% del totale dei Comuni; quelle a elevata criticità idrogeologica il 10% del territorio e l'82% dei Comuni.
Nelle prime risiedono 24 milioni e 147 mila persone, nelle seconde 5 milioni e 772 mila persone; 6 milioni e 267 mila edifici risiedono in area sismica, 1 milione e 259 mila in area a rischio idrogeologico.
Inoltre, in Italia dal dopoguerra ad oggi ci sono stati oltre 4 mila morti provocati da terremoti e i danni da sisma o eventi idrogeologici calamitosi hanno portato a costi complessivi (dal 1944 al 2009) stimabili in un valore tra i 180 e i 220 miliardi di euro”.
“Entro dieci anni - prosegue la lettera - i quattro quinti dei cittadini italiani vivranno in edifici anteriori al 1970, ovvero, precedenti alle normative sismiche moderne”.
Le proposte degli architetti sono quelle di «introdurre l'obbligatorietà del libretto dell'edificio che, certifichi lo stato di sicurezza dell'immobile, così da rendere consapevoli i cittadini della realtà del proprio habitat e degli eventuali interventi necessari; lanciare nel Piano per le Città incentivi per la messa a norma antisismica delle strutture, integrandola al risparmio energetico; creare un fondo pubblico attingendo ad una quota dell'Imu”.
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