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8 Gennaio 2019

Confindustria: rafforzare dl Semplificazioni, aiuti edilizia

di G.I.

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Il decreto legge Semplificazioni, attualmente all'esame del Senato, "va rafforzato, seguendo soprattutto due linee: produttività e competitività". Così il direttore area affari legislativi di Confindustria, Antonio Matonti, davanti alle commissioni riunite Affari costituzionali e Lavori Pubblici del Senato per un'audizione sul dl Semplificazioni.
   

L'integrazione del provvedimento, secondo Confindustria, dovrebbe riguardare soprattutto l'edilizia infrastrutturale e le opere pubbliche.

"L'edilizia è il settore che più di tutti ha sofferto l'emorragia di posti di lavoro e se invece conoscesse una fase rilancio potrebbe scatenare un effetto moltiplicatore su crescita e occupazione", ha illustrato il dirigente di Confindustria. Serve quindi "un sostegno finanziario alle imprese, insieme allo snellimento delle procedure", ha continuato Matonti, "una misura potrebbe essere quella di estendere la sezione speciale del Fondo di garanzia a sostegno della Pmi creditrici della P.a. alle Pmi dell'edilizia le cui difficoltà sono generate dalla crisi di alcune grandi opere del settore, crisi che si sta propagando su tutta la filiera".
   

Secondo Confindustria "c'è l'esigenza di ampliare la portata di questo provvedimento, con misure qualificanti che lo connotino come un utile strumento di sostegno all'economia", ha concluso Matonti.

In particolare, nel dl Semplificazioni "valutiamo positivamente" - si legge nella memoria depositata dai rappresentanti di Confindustria - "l'istituzione, all'interno del Fondo di garanzia, di una sezione dedicata a interventi in favore delle Pmi creditrici della P.a. in difficoltà nella restituzione delle rate dei finanziamenti e la soppressione del Sistri, di cui avevamo più volte evidenziato l'inefficienza".
   

Tuttavia, al netto di questi due interventi, il provvedimento in esame "non segna però l'avvio di un vero processo di sburocratizzazione, sia perché dal testo sono state stralciate misure importanti come quelle in materia di 'End of Waste', sia perché sembra mancare un chiaro disegno di politica legislativa a sostegno della crescita economica", continua il documento di Confindustria secondo cui anche le recente legge di Bilancio "conferma questa tendenza". L'aver evitato la procedura d'infrazione, "è un risultato importante, ma non sufficiente per ridare slancio all'economia del Paese", fanno notare gli industriali sottolineando su questo punto che "l'assenza di una chiara strategia rischia di scoraggiare gli investimenti, disperdere risorse pubbliche e non massimizzare gli effetti delle politiche messe in campo".
   

Per Confindustria, gli interventi del dl Semplificazione dovrebbero puntare a due obiettivi: competitività e produttività, quindi rilancio degli investimenti, pubblici e privati. "Le priorità di azione dovrebbero riguardare le infrastrutture e la filiera delle costruzioni, le semplificazioni come fattore delle politiche in campo energetico e ambientale, l'efficienza in due ambiti d'interesse comuni a tutto il mondo produttivo, cioè lavoro e fisco, rispetto ai quali la scelta di non introdurre adeguati interventi di semplificazione (del tutto assenti nella materia fiscale) non appare ragionevole".

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