Ultime notizie

14 Luglio 2025

Superbonus: il 110% ha incrementato il valore degli immobili

di Patrigest

Condividi:
Facebook
Linkedin
Twitter
Whatsapp
16x9
Angle Left
Angle Right
ADV 970x90

Il team Research & Data Intelligence di Patrigest/Gruppo Gabetti ha condotto uno studio sull'impatto del Superbonus 110% sulla riqualificazione energetica dei condomini. L'obiettivo principale è quantificare, attraverso l'analisi di un campione di 4.081 unità immobiliari (202 condomini) che hanno effettuato interventi di riqualificazione energetica, il risparmio economico: +10% sul valore dell'immobile, -54% del fabbisogno energetico e -53% delle emissioni di CO2, con una media di 3,3 salti di classe energetica. Il campione è stato gestito da Gabetti Lab come appaltatore.

Le unità analizzate riguardano 202 condomini distribuiti su tutto il territorio nazionale, con il 37% ubicato nei capoluoghi e il restante 63% in centri di provincia. L'investimento totale ammonta a 159 milioni di euro, con un intervento medio pari a 756.549 euro per condominio, equivalente a circa 60.239 euro per singola unità abitativa. La maggior parte degli immobili coinvolti è costituita da piccoli condomini (63,9%), confermando come anche gli edifici di dimensioni contenute abbiano beneficiato in modo significativo.

Analizzando il campione emerge che, sebbene il 96% dei 159 milioni di euro spesi complessivamente per gli interventi di riqualificazione sia stato coperto da incentivi fiscali statali, il restante 4%, pari a circa 6 milioni di euro, sia stato investito direttamente dalle famiglie. Questo contributo riveste un ruolo significativo. Le famiglie hanno sostenuto parte dei costi per interventi non ammessi al Superbonus o che superavano i massimali previsti. In molti casi, l'incentivo ha stimolato ulteriori miglioramenti non incentivati, generando un effetto moltiplicatore anche nella spesa privata. I dati dimostrano come il Superbonus 110% abbia attivato un comportamento proattivo da parte delle famiglie, pronte a integrare con risorse proprie gli interventi di riqualificazione. Un segnale importante che conferma l'interesse crescente verso l'efficientamento energetico degli immobili e l'urgenza di misure che incentivino in modo più equo e sostenibile l'accesso a queste opportunità", commenta Alessandro De Biasio, amministratore delegato di Gabetti Lab.

L'analisi regionale, che tiene conto del reddito disponibile pro-capite delle famiglie, evidenzia differenze territoriali. Le famiglie del Centro Italia sono quelle che hanno investito la quota più alta del loro reddito nella spesa privata per unità abitativa, pari al 30%. Seguono Nord-Ovest (11%), Sud e Isole (10%) e Nord-Est (9%). In termini assoluti, le macroaree con il maggiore contributo economico da parte delle famiglie sono il Nord-Est (3,25 milioni di euro) e il Nord-Ovest (2,15 milioni di euro). A livello nazionale, la spesa privata media per unità abitativa è stata pari a 2.480 euro.

Uno dei dati emersi nell'analisi riguarda l'impatto della classe energetica sul valore immobiliare. Gli immobili con bassa efficienza energetica - come quelli in classe G - presentano in media un prezzo al metro quadro inferiore del 29% rispetto a quelli più performanti.

Il risultato: migliorare la classe energetica dell'edificio comporta un incremento potenziale del valore di mercato. Ad esempio, passando da una classe G a una classe A, il valore al metro quadro può aumentare in media del 40%. Un dato che quantifica l'impatto economico positivo generato da interventi di riqualificazione energetica.

Dopo gli interventi, il 30% degli immobili originariamente in classe G ha raggiunto le classi energetiche più alte, come la A e la B. Tra gli edifici inizialmente in classe F il 26% si è posizionato fra le classi più performanti. Per gli immobili partiti dalla classe E, il 71% è riuscito a raggiungere le classi A o B. Tutti gli immobili partiti dalla classe D hanno raggiunto le classi A o B.

"Questi numeri confermano come l'efficienza energetica non sia soltanto una scelta responsabile per l'ambiente, ma anche un fattore di valorizzazione immobiliare sempre più determinante nelle dinamiche del mercato residenziale. Dall'analisi del campione esaminato emerge un valore immobiliare creato di circa 65,7 milioni di euro, a fronte di 159 milioni di euro di investimenti, con un'incidenza del 41%. Applicando questa stessa incidenza (41%) al totale degli interventi incentivati a livello nazionale si ottiene una stima di incremento di valore immobiliare pari a 48,1 miliardi di euro su un investimento complessivo di 116 miliardi (dati ENEA). L'aggiunta del valore immobiliare all'analisi consente una lettura più completa degli effetti del Superbonus che ha prodotto benefici significativi in termini di riqualificazione energetica e crescita economica pur a fronte di costi non sostenibili nel lungo periodo. Per questo motivo una revisione critica del sistema normativo è oggi fondamentale: non per abbandonare lo strumento che resta necessario ma per ripensarne i meccanismi operativi così da renderlo più equilibrato selettivo e sostenibile nel lungo periodo", spiega Luca Dondi dall'Orologio amministratore delegato di Patrigest/Gruppo Gabetti.

Dall'analisi del campione esaminato risulta che gli interventi di riqualificazione energetica abbiano determinato non solo una riduzione dei consumi energetici e delle emissioni ma anche un incremento significativo del valore delle unità abitative coinvolte pari al +10% circa rispetto al valore immobiliare pre-riqualificazione.

Se si relaziona questo valore creato con quanto investito direttamente dai privati e non coperto da incentivi (circa 6 milioni di euro), ogni euro investito direttamente si stima aver portato a un aumento di valore immobiliare pari a circa 10 euro. Questo effetto indica che la crescita di valore è stata in gran parte sostenuta dal contributo pubblico.

È tuttavia fondamentale sottolineare che l'obiettivo primario degli incentivi per la riqualificazione energetica resta la riduzione dei consumi. Le valutazioni economiche dovrebbero quindi costituire un punto di partenza per un dialogo costruttivo con le amministrazioni pubbliche al fine di garantire equità nell'accesso agli incentivi e ridurre le disparità tra chi può beneficiarne e chi ne è escluso.

Il 62% degli interventi ha riguardato sia le parti comuni sia quelle private mentre il restante 38% si è concentrato esclusivamente sulle parti comuni. Il Superbonus 110% ha incentivato la realizzazione di interventi integrati che si sono dimostrati particolarmente efficaci nel miglioramento delle performance energetiche.

Tra le lavorazioni frequenti figurano la coibentazione degli involucri il rifacimento delle coperture la sostituzione d'impianti centralizzati la sostituzione degli infissi e l'installazione di pompe di calore. I risultati parlano chiaro: il salto medio di classe energetica è stato di 2,7 per gli interventi limitati alle parti comuni ma ha raggiunto le 3,8 classi nei casi d'integrazione completa dimostrando l'impatto positivo d'un approccio coordinato.

7x10

È online il nuovo numero di REview. Questa settimana: Sogemi, Foody: il nuovo hub alimentare prende forma (Video); Immob