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1 Luglio 2021

Colliers: Il residenziale in Europa vale il 30% degli investimenti (Report)

di E.I.

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Sono sempre di più gli europei che desiderano vivere in centri d'affari, culturali ed educativi come Londra, Parigi e Amsterdam. Lo squilibrio tra domanda e offerta nella maggior parte delle città sta portando i prezzi delle case a crescere più velocemente dei redditi medi. Molti giovani abitanti rimangono di conseguenza in affitto per più tempo rispetto alle generazioni precedenti prima di poter entrare nel mondo delle proprietà.

Colliers ha pubblicato il nuovo rapporto European Residential: On the Rise, che esamina i fattori alla base del crescente interesse degli investitori per le proprietà residenziali nelle principali città europee. Il rapporto classifica le principali destinazioni in termini di attrattività per gli investitori e mette in evidenza le opportunità e i rischi che emergono intorno a una classe di asset che sta divenendo sempre più importante.

Un numero sempre maggiore di persone che vivono senza una casa sta entrando nell'età della pensione, creando per gli investitori opportunità di fornire ed espandere la disponibilità di alloggi in affitto e occupati dai proprietari, compresi i settori del residenziale a reddito, di quello a vendita, degli affitti privati, del co-living, del senior housing e degli alloggi per studenti. 

Secondo la ricerca di Colliers, Parigi, Londra, Amsterdam, Monaco e Manchester sono le cinque città meno abbordabili per i proprietari-occupanti, in termini di costo per superficie rispetto ai livelli di reddito medio locale. Differentemente, gli acquirenti possono quasi raddoppiare la quantità di superficie che possono permettersi in città come Düsseldorf, Colonia o Marsiglia. A Varsavia, sulla base dei redditi medi delle famiglie, l'acquirente può acquistare tre volte più spazio residenziale che a Parigi. 

Il costo relativamente alto delle abitazioni in queste città sta spingendo gli investitori verso destinazioni residenziali secondarie ed emergenti, dove c'è un potenziale rialzo dei valori del capitale. Il settore residenziale è in crescita, arrivando a comprendere il 30% dei volumi di investimento europei in questo nuovo ciclo. Nonostante le prospettive ampiamente positive, il rapporto chiarisce che gli investimenti residenziali non sono privi di rischi. Molti governi si stanno muovendo per risolvere il divario di accessibilità con misure per controllare i prezzi o nuovi regolamenti che favoriscono gli inquilini. 

Nella cultura italiana, l'acquisto della casa è la forma preferita per il risparmio. Inoltre, la bassa mobilità della popolazione e i tassi d'interesse molto ridotti hanno incentivato l'acquisto della casa. Tuttavia, si osserva come nelle grandi città, in particolare a Roma e Milano, si stia facendo largo sempre di più la soluzione dell’affitto, un po’ per motivi economici, un po’ perché la prospettiva di lungo periodo non permette di immaginare una vita sempre nella stessa città. In un mercato italiano che manca di operatori istituzionali attivi nel mercato residenziale dell'affitto, alcuni investitori/operatori internazionali stanno cercando di inserirsi in questa nuova asset class realizzando delle operazioni a Milano e cercando delle opportunità a Roma.

Richard Divall, Direttore di Colliers e EMEA Head of Cross-border Capital Markets: "Date le dinamiche demografiche e di mercato sottostanti, gli investitori vedono sempre più gli immobili residenziali come una asset class relativamente stabile e difensiva in mezzo all'enorme sconvolgimento delle economie e dei modelli comportamentali causato dalla pandemia. Sempre più fondi pensionistici, assicurativi e di private equity stanno aumentando le loro allocazioni in quella  che sembra destinata a rimanere un'opportunità interessante nel lungo termine, specialmente date le turbolenze dello scorso anno e le prospettive incerte per numerose altre asset class”.

Damian Harrington, Head of Research di Colliers in EMEA "Città come Berlino e Amsterdam hanno introdotto nuove regole, a volte in modo insostenibile, che hanno iniettato un elemento di incertezza negli investimenti residenziali. Gli investitori stanno acquisendo consapevolezza delle sensibilità politiche intorno all’edilizia abitativa e di come queste si tradurranno in termini politici. La soluzione ottimale è quella di creare più offerta sostenendo gli investimenti nello sviluppo, piuttosto che imporre regolamentazioni che riducono la volontà di investire e gestire alloggi in affitto".

Roberto Nicosia, CEO di Colliers International Italia: “Mentre l’allocation sull’asset class residenziale in Europa è evidente e sostanziale, in Italia i volumi transati sono ancora limitati. Continua un forte sbilanciamento dell’interesse dei capitali su Milano rispetto a Roma e la vendita frazionata si conferma la scelta preferita da parte degli sviluppatori. Nel nostro Paese il potenziale flusso di capitali, soprattutto internazionali di origine pensionistica e assicurativa, oggi fatica ad essere investito e ad inserirsi nel nostro contesto culturale della casa dove scarseggiano OpCo con track record consolidati. Al momento, quindi, nel Living stiamo assistendo ad una grande opportunità da cogliere, ma si dovrà monitorare la domanda con dati empirici per stabilirne la magnitudo esatta. Gli investitori dovrebbero quindi tarare l’allocation sul Living in Italia guardando ai volumi investiti negli ultimi 2 anni nel nostro Paese, piuttosto che riferirsi in senso generico a mercati europei più maturi come ad esempio la Germania“.

Scarica il Report.

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