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13 Aprile 2018

Codice degli appalti, è l'ora di un ripensamento

di Luigi dell'Olio, Monitorimmobiliare

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“Il Codice degli Appalti va rivisto profondamente”. È il messaggio lanciato da Gabriele Buia, presidente dell'Ance, nel corso di un'intervista al Corriere della Sera. Un pensiero condiviso da buona parte della categoria, che sin dal momento dell'approvazione del provvedimento normativo ha messo in luce alcune difficoltà applicative, che rischiavano di rendere vani gli sforzi di semplificazione annunciati dal legislatore.

“In due giorni ci sono arrivate segnalazioni di 50 opere bloccate lungo il territorio nazionale”, ha lamentato Buia. L'Ance nei giorni scorsi ha lanciato la campagna “Paese da codice rosso” proprio per indicare l'emergenza in cui verso la Penisola soprattutto sul fronte delle opere pubbliche. “Il differente tasso di crescita economica nel corso del 2017 tra l'Italia e l'Europa è imputabile in gran parte al mancato apporto delle costruzioni, che sono ancora ferme nel nostro Paese”, ha ricordato l'esperto. Secondo il quale la doppia recessione che ha colpito l'Italia nell'ultimo decennio, insieme alle mancate riforme e alla burocrazia pressante hanno avuto un impatto negativo sui cantieri quantificabile in 60 miliardi di euro.

Buia ha attribuito una grossa responsabilità anche al Codice degli Appalti approvato nel 2016 che “ha bloccato tutto”, per usare le sue parole. “La burocrazia che già prevedeva procedure incomprensibili”, ha sottolineato nell'intervista, “è diventata ancora più asfissiante”. Da qui l'invito a rivedere profondamente il provvedimento.

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