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2 Ottobre 2014

Ci risiamo col blocco degli sfratti

di C.G.

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Torna a crescere il disagio abitativo a Milano.

A due giorni giorni dalla presentazione ai media dei primi appartamenti del maggiore intervento di social housing che sta sorgendo alle porte del capoluogo lombardo (ma per l'immissione sul mercato di Cascina Merlata bisognerà aspettare la riconversione post Expo 2015), ecco che il Prefetto di Milano – con il Comune d'accordo - ha deciso: niente uso della forza pubblica fino al 31 ottobre prossimo per gli sfratti, compresi quelli per morosità (ovvero quelli per cui gli inquilini hanno sospeso il versamento dei canoni d'affitto).

Da maggio scorso intanto è sta prendendo forma il fondo salva sfratti che nelle intenzioni del Governo stanzia risorse destinate agli inquilini in difficoltà.

“Si tratta di un provvedimento illegittimo, non motivato (tale non può essere il generico riferimento
ad impegni internazionali e istituzionali) e generalizzato”.

Questo il commento a caldo sull'azione della Prefettura milanese espresso dal presidente di Assoedilizia, Achille Colombo Clerici -.


Come se non bastasse un provvedimento che pone nel nulla le decisioni della magistratura munite di formula esecutiva.

Ancora una volta, i costi della situazione di crisi sono fatti pagare ai proprietari immobiliari che, non solo devono pagare imposte e tasse più che raddoppiate, ma che neppure possono contare sul concreto esercizio del diritto costituzionale della tutela giudiziaria, anche nei casi di morosità”.

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