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23 Aprile 2026
Il 2015 è stato un anno positivo per il settore immobiliare europeo, con un volume di investimenti che ha superato il livello record del 2007, con oltre 260 miliardi di euro. Anche in Italia, con 8,1 miliardi la crescita rispetto al 2014 è stata di oltre il 50%. Come sarà il 2016 per il mercato italiano? CBRE ha provato a rispondere con una rivista “Perspective 2016” e un evento, con l’obiettivo di delineare le tendenze del mercato italiano, alla luce dei più ampi scenari globali. A parlarne, i principali esponenti della Società in Italia e nella regione EMEA dei dipartimenti di Capital Markets, Capital Advisor e Global Workplace Solution, che hanno portato la loro visione internazionale dei mercati.
Per l’Italia, CBRE ha anticipato i risultati di un’indagine condotta a dicembre 2015 rivolta ad investitori ed utilizzatori. Ciò che emerge è il ritorno di fiducia nella ripresa economica del paese. Infatti il 75% degli investitori ed il 70% degli utilizzatori ritiene che la ripresa c’è ed è destinata a rafforzarsi nel corso del 2016 e il miglioramento dei fondamentali dell’economia è una condizione necessaria a far tenere vivo il settore immobiliare e stimolarne gli investimenti. Infatti, il 62% degli investitori interpellati ritiene che la propria attività d’investimento nell’immobiliare italiano sarà maggiore nel 2016 rispetto al 2015.
La città più “attraente”, in termini di investimenti, si conferma Milano anche nel 2016, seguita da Roma. Il ruolo dei mercati secondari è ancora contenuto, anche se inizia ad intravedersi un timido interesse nei confronti di alcune città minori come Firenze o Venezia, in particolare per asset class non direzionali, quali hotel e high street.
“Il sentiment sul mercato italiano anche per il 2016 è positivo – dichiara Alessandro Mazzanti, CEO di CBRE Italia – la ripresa degli investimenti immobiliari potrebbe proseguire e rafforzarsi, anche se molto dipenderà dalle future evoluzioni dei mercati finanziari. Laddove mancherà il “prodotto” dovranno entrare in gioco da una parte innovazione e fantasia, dall’altra l’impegno del privato e del pubblico, a partire da un intervento forte sul nodo dei Non Performing Loan, che noi consideriamo cruciale per sbloccare definitivamente il mercato”.
“Nonostante le incertezze e la volatilità dei mercati finanziari – dichiara Neil Blake, Responsabile della Ricerca per CBRE EMEA – i fondamentali economici dell’Europa mostrano una tendenza positiva, in un contesto generale di bassi tassi d’interesse. Ciò continuerà a favorire l’interesse degli investitori nell’immobiliare Europeo che, nel 2015, ha superato il volume record di investimenti del 2007”.
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