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14 Aprile 2026
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Anche a novembre si registra una pesante contrazione del numero di richieste di finanziamenti da parte delle famiglie italiane, con la componente dei prestiti finalizzati all’acquisto di beni e servizi che si caratterizza per un calo del -22,4% rispetto al corrispondente mese del 2019, a fronte di un ancor più marcato -27,4% fatto segnare dai prestiti personali.
Nemmeno le iniziative promosse nelle settimane subito prima e dopo il Black Friday sono riuscite a stimolare i consumatori in questa fase di incertezza, sebbene quasi la metà delle richieste di prestiti finalizzati si sia concentrata nell’ultima settimana del mese, che ha fatto segnare un incremento del 13% rispetto alla media delle settimane precedenti.
Si nota anche la crescente tendenza da parte dei consumatori a privilegiare gli acquisti online, tanto che le richieste di credito riconducibili alle piattaforme di ecommerce hanno fatto registrare una crescita del 19% rispetto alla media delle settimane precedenti.
Si contrae il valore medio dei finanziamenti richiesti, che nell’aggregato di prestiti personali e finalizzati nell’ultimo mese di osservazione si è attestato a 8.644 euro (-3,4% rispetto al dato di novembre 2019).
Per i prestiti finalizzati l’importo medio richiesto si è attestato a 5.934 Euro (-3,7%), mentre per i prestiti personali è risultato pari a 12.765 Euro (-1,1%). Relativamente ai prestiti finalizzati, il 61% delle richieste riguarda importi al di sotto dei 5.000 Euro, in virtù della componente maggioritaria del credito al consumo. Anche per i prestiti personali la quota al di sotto dei 5.000 Euro è quella maggioritaria, con il 30,8% del totale.
La durata dei contratti di finanziamento, per quanto riguarda i prestiti finalizzati le richieste privilegiano piani di rimborso inferiori ai 12 mesi (con il 22,9% del totale) mentre per i prestiti personali le preferenze si stanno indirizzando sempre di più su durate superiori ai 5 anni, che arrivano a spiegare il 45,2% del totale.
Dopo la battuta d’arresto di ottobre, anche a novembre le richieste di mutui e surroghe restano in territorio negativo, facendo segnare una flessione dell’11,4% rispetto al corrispondente mese del 2019.
Nel complesso, dopo la fase di lockdown della scorsa primavera le richieste di mutuo erano tornate a crescere in modo solido a partire dal mese di giugno (+26,7% nel terzo trimestre dell’anno), riassestandosi su volumi persino superiori a quelli pre crisi. Con la seconda ondata di contagi che ha investito il Paese a partire dall’inizio di ottobre si è però assistito a una improvvisa inversione di tendenza che ha nuovamente frenato la domanda.
In questo momento gli italiani non trovano stimolo nemmeno da condizioni di offerta particolarmente vantaggiose, con la media dei migliori spread online per mutui a tasso variabile che nel III trimestre dell’anno risultava stabile allo 0,8% mentre quella per i mutui a tasso fisso si attestava allo 0,4%.
Le preoccupazioni delle famiglie trovano conferma anche nell’analisi delle moratorie per la sospensione delle rate, tanto che quasi la metà dei contratti di finanziamento che hanno beneficiato della sospensione del pagamento delle rate riguarda infatti un mutuo immobiliare.
In compenso, a novembre risulta in crescita (+1,5%) l’importo medio, che si è attestato a 134.599 Euro; nel complesso, il 72,1% delle richieste presenta un valore inferiore ai 150.000 Euro.
Per quanto riguarda la distribuzione per classe di durata dei mutui, invece, anche il mese di novembre ha visto gli italiani orientarsi verso piani di rimborso più lunghi, con più del 75% delle richieste che prevede una durata superiore ai 15 anni.
Simone Capecchi, Executive Director di Crif: “Con l’arrivo della seconda ondata di contagi gli italiani hanno ridotto in modo significativo le richieste di credito per sostenere i propri progetti di spesa e gli acquisti di servizi e beni durevoli. Ma l’atteggiamento attendista sta frenando anche i mutui, con le famiglie che sembrano aver tirato il freno a mano in attesa che l’emergenza sanitaria venga superata e si torni ad una situazione di normalità. In questa fase è estremamente difficile fare previsioni sull’evoluzione del comparto nei prossimi mesi ma, indubbiamente, per la ripartenza sarà fondamentale che gli Istituti di credito possano sostenere famiglie e imprese anche attraverso processi agili e veloci, ad esempio sfruttando le nuove tecnologie per accelerare sul fronte della digitalizzazione. Al contempo saranno fondamentali le iniziative di sostegno da parte del Governo, come nel caso degli incentivi al settore auto o il Superbonus 110% varato per stimolare la riqualificazione del patrimonio immobiliare italiano”.
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