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10 Agosto 2021

Bankitalia: Prezzi abitazioni stabili ma con segnali di pressioni al rialzo (Report)

di E.I.

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I prezzi delle abitazioni, nel secondo trimestre del 2021, per la maggioranza degli operatori rimangono stabili, si rafforzano però i segnali di pressioni al rialzo. È quanto emerge dall’indagine di Bankitalia sul mercato delle abitazioni nel nostro Paese condotta presso 1.192 agenti immobiliari dal 21 giugno al 26 luglio 2021.

Il 67,5% degli agenti intervistati ha segnalato una sostanziale stabilità dei prezzi di vendita, la percentuale di operatori che ravvisano un calo delle quotazioni è diminuita, passando dal 17,9% al 27,1%, è invece salita dall’11,4% al 14,6% quella di chi giudica i prezzi in aumento.

Migliora la domanda soprattutto nelle aree non urbane, mentre l'andamento degli incarichi a vendere resta ovunque sfavorevole. Nel secondo trimestre del 2021 diminuisce lo sconto medio, il divario fra prezzi offerti e domandati resta la causa prevalente di cessazione dell'incarico a vendere.

Il 69,6% delle compravendite è stato finanziato con mutuo ipotecario; il rapporto fra l'entità del prestito e il valore dell'immobile è pressoché stabile, al 77,6%. Poco più dell'80% degli operatori ha dichiarato di aver locato almeno un immobile nel secondo trimestre e il saldo tra giudizi di aumento e diminuzione dei canoni di affitto si conferma ampiamente negativo nelle aree urbane (-20,2%) mentre è positivo al di fuori di queste (+3,9%). Le attese di aumento dei prezzi di affitto nel terzo trimestre del 2021 tornano a prevalere marginalmente su quelle di diminuzione per la prima volta dall'inizio della pandemia (-11,6% nello scorso trimestre), grazie alle prospettive favorevoli nelle aree non urbane.

L’ultima indagine di Bankitalia conferma che, nelle percezioni degli agenti, le preferenze dei potenziali acquirenti su un orizzonte di tre anni evolveranno più positivamente per le unità abitative indipendenti e quelle con spazi esterni la cui domanda crescerà rispettivamente per il 76,8% e il 90,8% degli operatori. È vista in aumento anche la domanda di unità abitative di grandi dimensioni e di quelle collocate nelle aree non urbane. Per i due terzi degli intervistati, a tali sviluppi contribuirebbe in misura molto o abbastanza rilevante la possibilità di ricorrere al lavoro a distanza; tale quota sale quasi all'80% nelle aree metropolitane, in rialzo rispetto alla scorsa rilevazione.

Scarica il Report.

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