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23 Aprile 2026
Il peggio sembrava alle spalle e invece niente: la musica non cambia, anzi più il tempo passa più il sistema mostra la corda.
Ottobre prima e ora anche novembre hanno infatti segnato una situazione ancora di forte debolezza sul fronte della solidità contabile degli istituiti di credito italiani.
Lo avevano già messo in evidenza gli ultimi stress test della Bce sulle banche in Europa, ora lo confermano i dati diffusi da Bankitalia.
A partire da quello sulle sofferenze.
L'incubo dei bilanci bancari - ovvero quei crediti incagliati che sono diventati difficili se non impossibili da recuperare (in genere si tratta di prestiti erogati ad aziende o privati, poi andati in difficoltà con la crisi) - sono schizzati del 18,4% rispetto a novembre 2013.
A ottobre scorso la contabilità sulle sofferenze aveva già segnato un +19,1%, sempre su base annua.
Quindi, malgrado le buone intenzioni dichiarate più volte dai maggiori gruppi bancari italiani sul fronte dei mutui per la casa, diventa difficile ora - con questi chiari di luna e con questa fragilità sui conti interni - pensare ad una effettiva ripresa dell'erogato.
Una ripresa vera, che non sia frutto quasi esclusivo di rinegoziazione di mutui già accesi e poi rinati con altre banche, a condizioni di prestito migliori.
Come accaduto nei mesi scorsi, quando le banche per loro stessa ammissione hanno iniziato a scambiarsi i clienti, più che crearsene di nuovi.
Quanto alla situazione prestiti in generale, le banche hanno registrato a novembre una contrazione su base annua dell'1,6% (il risultato è meglio di quello di ottobre, quando la caduta era stata del -2,1%).
Mentre i prestiti alle famiglie – mutui inclusi - sono calati dello 0,5% sui dodici mesi (-0,6% nel mese precedente).
Quelli alle società non finanziarie (ossia le imprese) sono diminuiti, sempre su base annua, del 2,6% (anche qui, risultato migliore rispetto al -3,1% di ottobre).
Intanto gli intressi sui prestiti continuano a calare.
Il tasso medio sui mutui - comprensivo delle spese accessorie - sui finanziamenti erogati a novembre si è assestato infatti al 3,19% (ad ottobre era a 3,18 nel mese precedente).
E se si pensa ai livelli davvero bassi a cui sono scesi i prezzi delle case sul mercato residenziale italiano si capisce come i colli di bottiglia che impediscono un minimo di ossigeno alle compravendite sono e restano due: tenuta banche e situazione economica legata a doppio filo al mercato del lavoro.
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