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5 Ottobre 2018

Astaldi: Isda lancia l'asta sui Credit Default Swaps

di G.I.

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Il comitato per le determinazioni sui derivati dell'Isda, l'International Swaps and Derivatives Association, ha dato il via libera all'asta sui 'Credit Default Swap' (Cds) di Astaldi relativi ai contratti del 2014. Lo si legge nella determinazione pubblicata oggi sul sito dell'Associazione, con il voto favorevole espresso da 15 tra banche internazionali e fondi, tra cui Elliot e Pacific Investement.

I Cds sono derivati creditizi che proteggono gli investitori dal rischio di fallimento a fronte di un "evento creditizio", che va dall'insolvenza al ritardato pagamento di cedole o interessi. Il meccanismo di tutela del rischio si basa sul fatto che il venditore del Cds si impegna a risarcire l'acquirente dell'eventuale danno legato all'insolvenza.

L'asta sui Cds è una decisione che viene presa dal Comitato dell'Isa a seguito del verificarsi di un "evento creditizio". Nel caso delle obbligazioni emesse da Astaldi nel 2003 e nel 2014, secondo i 15 investitori istituzionali che compongono il Comitato dell'Isda si è verificato lo scorso 27 settembre un evento "paragonabile all'insolvenza". Un giudizio analogo a quello emesso lo scorso 2 ottobre da S&P, che ha tagliato il rating a 'D'.

Intanto la Borsa continua ad apprezzare la possibilità di un intervento di Salini Impregilo nel salvataggio di Astaldi. Il titolo del gruppo romano anche oggi ha brillato chiudendo con un +12,73%. "Se andiamo verso un consolidamento di settore, che è importante, noi come banca lo vediamo positivamente", ha detto il presidente di Intesa Sanpaolo, Gian Maria Gros/Pietro, interpellato, a margine di un evento a Milano, in merito alla possibile combinazione tra Salini Impregilo (-2,6%) e Astaldi, che ha chiesto di ricorrere al concordato preventivo.

Il matrimonio tra Astaldi e Salini Impregilo appare sempre più probabile agli occhi degli operatori anche se, secondo indiscrezioni, ci sarebbero ancora molti nodi da sciogliere. Il principale è l’approvazione del concordato e la successiva cancellazione di parte del debito: più si ridurrà la posizione debitoria di Astaldi maggiore sarà la probabilità di ingresso di Salini, anche se significa contestualmente più difficoltà nel fare accettare il piano ai creditori. Astaldi al momento starebbe studiando un rimborso parziale del bond da 750 milioni e della posizione creditoria verso le banche, in una misura che potrebbe aggirarsi attorno al 65 per cento. Inoltre, il mercato sta ponendo alcune perplessità legate alla sovrapposizione geografica dei due gruppi, con Salini che tornerebbe ad aumentare la propria esposizione sul mercato italiano.

Nel frattempo, Astaldi ha presentato presso il Tribunale di Roma la proposta di concordato preventivo con riserva che include la proposta di un aumento di capitale per cui la società auspica di individuare investitori finanziari o industriali disposti a sottoscriverlo. Con questa operazione il gruppo romano punta a soddisfare i creditori non finanziari, mentre per le banche finanziatrici e i possessori dei bond l’obiettivo è quello di ripagare il debito attraverso i proventi delle dismissioni e della continuità ed eventualmente con una conversione parziale in capitale. La società avrebbe infine richiesto al tribunale il termine massimo di 120 giorni per predisporre la proposta di concordato preventivo in continuità aziendale. Da ultimo, si segnala che le azioni Astaldi saranno escluse dal segmento Star di Borsa Italiana a partire dal prossimo 9 ottobre. 

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