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26 Marzo 2014

Allarme in Cina: dopo il primo default di uno sviluppatore si teme l'effetto domino

di Guglielmo Notari

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L'insolvenza di un importante sviluppatore nella provincia di Zhejiang, nella Cina orientale, suona come un campanello d'allarme per l'alto livello di rischio raggiunto dal settore immobiliare nel Paese.

 

A livello nazionale, il rallentamento dell'economia, la stretta creditizia (anche decisa per legge e non solo dal mercato) e alimentano le aspettative di un raffreddamento del settore.

 

I prezzi delle case stanno così rallentando.

 

E il fenomeno è particolarmente evidente in alcune delle città minori, dove il mercato si è già notevolmente raffreddato e, con vendite quasi ferme e prezzi stagnanti se non in calo, rischia seriamente di arrestarsi del tutto.

 

La prima società a farne le spese è stata Zhejiang Xingrun Real Estate, con sede nella città di Fenghua (480mila abitanti circa), che non è riuscita a ripagare un debito di 3,5 miliardi di yuan (410 milioni di euro) dichiarando ufficialmente il default, dopo che fonti ufficiai vicine al governo di Pechino avevano fatto filtrare la notizia della possibile incapacità del gruppo a far fronte ai propri obblighi.

 

I creditori di Xingrun sono 17 banche, due società di microcredito, 99 individuali e due imprenditori-finanzieri.

 

Il problema del developer in fase prefallimentare, peraltro, non è solo di liquidità, ma anche patrimoniale.

 

Il passivo è infatti superiore al patrimonio, un fatto che apre la possibilità della bancarotta.

 

Il titolare dell'azienda e rappresentante legale sono stati arrestati e messi sotto inchiesta penale per una presunta distrazione di fondi pubblici.

 

Il gruppo, ora, è in trattative con i creditori per cercare soluzioni, ma non è escluso il fallimento.

 

Il problema non è però circoscritto a Xingrun e ai sui creditori.

 

Ma il vero timore giunge dalla possibilità che si inneschi un effetto domino che trascini in default altri sviluppatori di piccole e medie dimensioni.

 

In particolare quelli che operano nelle città di terza e quarta fascia, dove il raffreddamento del mercato immobiliare è già pesantemente in atto, con segnali di eccesso d'offerta che si stanno sviluppando a macchia di leopardo.

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