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6 Novembre 2015

Abusivismo edilizio: Sequestrato il complesso in cui sorge il nuovo Tribunale di Vicenza

di A.V.

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Ogni giorno riusciamo a toccare il fondo, e a continuare a scavare.

L’ultima arriva da Vicenza, dove al nuovo complesso edilizio in costruzione, Borgo Berga, sono stati apposti i sigilli dalla Procura di Vicenza, che proprio in quel complesso troverà la nuova sede del Tribunale.

Il sequestro riguarda la parte ancora in costruzione del gigantesco complesso edilizio sorto a pochi passi dalla Rotonda, la villa disegnata da Andrea Palladio.

L'inchiesta è nata sulla base di numerosi esposti presentati dai comitati di cittadini e dal Movimento 5 Stelle, che hanno denunciato non solo lo sfregio a una pregiata area paesaggistica, anche la violazione delle norme sulla sicurezza idrogeologica (il complesso è insediato alla confluenza dei fiumi Retrone e Bacchiglione, che in passato sono esondati).

La società Cotorossi avrebbe dovuto costruire ulteriori undici edifici mentre il resto del complesso è già stato realizzato e comprende, per paradosso, lo stesso Tribunale dal quale sono partiti i provvedimenti.

Il sequestro segue di qualche mese un'altra iniziativa della Procura: l'iscrizione nel registro degli indagati di Antonio Bortoli, al tempo dirigente dell'urbanistica e poi direttore generale del Comune di Vicenza. L'accusa è abuso d'ufficio.

Come riporta un’inchiesta di Repubblica, l’operazione coinvolge anche l'amministrazione comunale che ha autorizzato l'intervento nonostante arrecasse, questa l'accusa, un danno economico al Comune avvantaggiando i privati e senza considerare il possibile rischio idrogeologico.

"Ne discende un vizio che rende illegittimo il piano", scrivono i magistrati, "e giustifica la decisione di impedire che nuove costruzioni vengano realizzate in quella zona".

Gli esposti riguardavano l'intera area, anche quella dove già svettano edifici altissimi e un centro commerciale. Ma l'intervento della procura interessa solo la zona in costruzione. Quanto già realizzato, sostengono gli inquirenti, coincide con il perimetro dello stabilimento Cotorossi, lo storico cotonificio demolito il quale è stata avviata l'operazione immobiliare.

La vicenda di Borgo Berga si trascina da anni.

L'impatto delle costruzioni è imponente in una zona delicatissima.

L'intervento fu deciso dall'amministrazione di centrodestra nei primi anni Duemila, ma fu proseguito con con la giunta di centrosinistra. I comitati cittadini riuniti sotto la sigla di Out (Osservatorio urbano territoriale), le associazioni ambientaliste e il Movimento 5 Stelle si sono rivolti alla magistratura, alla Corte dei Conti (che ha messo in mora l'intero consiglio comunale che nel 2009 votò per Borgo Berga) e all'Autorità anticorruzione di Raffaele Cantone. 

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