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Global Business Summit: le imprese guardano all’Europa (video)

Ai nostri microfoni i protagonisti della convention indonesiana. Forte il richiamo agli investitori, con lo sguardo puntato anche sul mercato europeo

di J.B. 8 Dicembre 2018

 

Operatori provenienti da ogni parte del mondo si sono riuniti a Bali, per l’edizione 2018 del Global Business Summit del real estate. La conferenza sbarca per la prima volta al di fuori dell’Europa per coinvolgere i professionisti asiatici, che rappresentano metà delle compravendite mondiali, nel dibattito sul futuro dell’immobiliare.

 

Tra presentazioni di progetti e opportunità di business l’evento, che fa parte del ciclo di incontro Fiabci, ha concentrato la sua attenzione sui temi dell’affordable housing e il turismo internazionale. Quasi 2.000 partecipanti da oltre 50 paesi, rappresentanti del governo locale della Banca Mondiale e delle Nazioni Unite hanno avuto modo di confrontarsi ed elaborare proposte condivise per approcciare due ambiti in espansione.

 

L’evento ha visto la partecipazione di Monitorimmobiliare in qualità di unico media partner italiano, con RE ITALY in Borsa Italiana designata tappa del più grande evento mondiale targato Fiabci, che rappresenta oltre 150 associazioni e 1,5 milioni di associate members. L’obiettivo è portare dall’altra parte del mondo il messaggio dell’immobiliare italiano e delle aziende che sostengono RE ITALY in Borsa Italiana, alimentando la collaborazione tra diverse realtà distribuite globalmente.

 

Molti i progetti che puntavano alla collaborazione con realtà europee in grado di portare non solo capitali, ma anche esperienza, tecnologia e capacità di innovare in contesti che non sempre dispongono delle risorse necessarie.

 

Nell’ottica dello scambio e della collaborazione tra realtà differenti, l’attenzione degli operatori era rivolta verso l’Europa, contesto molto diverso da quello asiatico o americano, che permette una forte diversificazione degli investimenti. Sviluppatori e investitori stranieri osservano il nostro territorio con forte interesse, alla ricerca di nuove opportunità di business. Mercato europeo al centro anche del dibattito sulle città e sul loro cambiamento, in un momento storico in cui l’espansione delle città deve cominciare a fare i conti con uno sviluppo sostenibile, che tenga conto delle necessità dei suoi cittadini.

 

 

Le interviste

Mohamoud Hesham El Burai, rappresentate del Dubai Real Estate Insitute Department del Governo di Dubai: “Il ruolo del settore real estate in questo momento storico è quello di rendere le città più vivibili. Gli operatori hanno la grande responsabilità di poter decidere come progettare nuovi quartieri e i servizi dedicati ai suoi abitanti. Finora ci siamo concentrati più sul lato economico della soddisfazione dei cittadini, mentre ora è necessario prendere in considerazione il tessuto sociale degli ambienti urbani.

E’ necessario riprogettare le città e riorganizzarle, per rendere più facile la socializzazione e l’utilizzo funzionale dei suoi asset. Oggi è molto importante la sostenibilità ambientale, correlata alla salute, un fattore molto importante per la felicità dei cittadini. Quando le persone sono poste al centro delle città sono più felici, servono persone felici per innescare processi virtuosi che generino città felici.

Governance e privati devono agire in stretta collaborazione per realizzare questo scopo. Molte delle città dimenticano che la felicità è una soluzione sistemica, bisogna analizzare le modalità attraverso le quali aumentare qualità della vita, rendere l’ambiente migliore per abitanti e turisti. Una felicità sostenibile, che dura nel tempo.

A Dubai abbiamo agito sulla base del principio che il real estate non è soltanto costruire palazzi, ma è soprattutto usare le proprie capacità per progettare intere città.

Il Dubai International Financial Centre è partito sulla carta come piano immobiliare, ma ha attirato migliaia di banche e istituzioni finanziare e di conseguenza i talenti che adesso lavorano nella città. Il real estate ha aiutato anche a sviluppare il nostro turismo creando lussuosi hotel e strutture ricreative. Questo porta innovazione e scambio culturale. Ad oggi a Dubai sono presenti più di 200 nazionalità e questo non può che giovare allo sviluppo delle città.

Parlando di investimenti all'estero gli investitori mediorientali cercano in Europa opportunità ad alto rendimento, dato che ormai riescono ad ottenere buoni rendimenti anche in Medio Oriente, o in alternativa operazioni a basso rendimento ma a un rischio più basso di quello a cui sono abituati”.

 

Mikhail Grin presidente Fiabci Russia, ceo Grand & Metro Consulting: “È importante per noi l’arrivo di investitori italiani in Russia. I nostri due paesi hanno relazioni molte strette e spero che sarà possibile creare nuove opportunità di business nei prossimi incontri. Il nostro prossimo convegno che si terrà a Mosca si concentra sull’avvento del digitale nel settore real estate. Il futuro è già arrivato, la tecnologia permette di accorciare le distanze tra mercati che prima erano lontani. Anche per questo motivo sarò presente a RE ITALY il 23 gennaio, per stringere nuove relazioni durevoli nel tempo”.

 

Kateryna Pylypchuk, partner SCG, past president di Fiabci Ukraine: “Nella nostra nazione abbiamo una seria necessità di nuove costruzioni edificate partendo dal concetto di affordable housing. A causa della situazione in cui si trova l'Ucraina stiamo assistendo a masse di persone che si spostano da una zona all'altra della nazione. Siamo qui, oltre che per mostrare con quale approccio ci avviciniamo a questo problema, anche per confrontarci con altri membri di Fiabci sul tema. La creazione di una rete internazionale permette di condividere best practice e generare un dibattito sul tema a livello globale.

Parlando di investimenti in Europa e in Italia, in questo momento la domanda di investimenti all'estero da parte del settore privato è in crescita ed è molto varia, dagli acquisti da mettere a reddito fino ad arrivare alla ricerca di seconde case, per mettere al sicuro il proprio patrimonio”.

 

Lily Chang, vice presidente Fiabci Taiwan: “A Taiwan l'affordable housing è una novità, stiamo ancora cercando di approcciare questo settore nel modo giusto. La maggioranza degli sviluppatori del settore privato vedono l’edilizia agevolata come una responsabilità del governo, mentre le società private preferiscono investire nel residenziale e strutture come i centri commerciali.
Due anni fa il nuovo presidente ha presentato un piano a lungo termine riguardo l'affordable housing che ha già previsto l'investimento di circa 2 miliardi di dollari per oltre 200.000 unità di social housing nel corso del suo mandato. Questa iniziativa è finalizzata a invogliare il settore privato a collaborare con il governo.
Siamo qui in Indonesia per prendere spunto da loro, dato che i loro sviluppatori sono molto impegnati nell'edilizia sostenibile. Abbiamo capito che a livello globale i problemi sono sempre gli stessi, principalmente le politiche nazionali sui terreni edificabili, il supporto finanziario ai nuovi progetti e il sistema degli appalti”. 

 

Ramon Riera, presidente Fiabci Europa e ceo Eurofincas: “Il mercato immobiliare europeo è in un momento positivo, perché i diversi paesi europei stanno superando la crisi degli ultimi anni. Ci troviamo in un momento particolare, con la Brexit che sta ridefinendo gli equilibri all’interno dei continente. Nonostante alcune analisi, non penso che ci troviamo alla fine del ciclo economico, credo che il futuro del mercato rimarrà positivo, con grandi opportunità per gli investitori di tutto il mondo.

Il futuro dell’edilizia agevolata passa per la trasformazione della mentalità delle persone. E’ molto importante focalizzare l’attenzione sulle città e i suoi abitanti, in un’ottica di sostenibilità e rispetto di chi vive l’ambiente urbano. Credo che nei prossimi anni assisteremo ad una grande trasformazione, che passa per le imprese e la governance locale”.

 

Farook Mahmood, past world president Fiabci: “Fiabci India ha visto una forte crescita negli ultimi anni, con sempre più sviluppatori e professionisti all’interno del circuito della federazione. E’ importante fare sistema perché associarsi sulla base di una visione comune permette di progettare gli sviluppi futuri con una maggiore consapevolezza e visione d’insieme. La condivisione di esperienze permette di pensare in termini i globali, per poi agire localmente nelle diverse declinazioni nazionali”.

 

Daniela Dafarra, ced Principioattivo: “Siamo diventati membri Fiabci un anno fa e seguiamo con interesse ogni appuntamento. Il tema di questa convention è l’affordable housing, parteciperemo attivamente per ragionare sulla definizione di questo settore e cosa significhi per noi in termini concreti. Il nostro è uno studio attivo da più di dieci anni, siamo socialmente attivi verso i nostri clienti. Ecco perché portiamo la nostra esperienza non soltanto in Italia, ma siamo aperti anche al resto del mondo”.

 

Luca Bigliardi, founding partner Principioattivo: “In questo momento l’affordable housing è un punto fondamentale nel dibattito del real estate. Abbiamo appena finito di sviluppare un nuovo progetto nel Comune di Milano che si integrerà all’interno della realtà storica di Cascina Monlué. A Bali ragioneremo sulla capacità  dell’architettura di lavorare su un settore che solitamente viene identificato con una eccessiva semplicità, mentre secondo noi è possibile trovare nuove soluzioni per la vivibilità di questo tipo di alloggi”.

 

Walid Moussa, president elected Fiabci: “Nel corso del mio mandato da presidente vorrei rafforzare la partnership tra i diversi capitoli distribuiti a livello globale. Fiabci è la più antica istituzione del settore real estate. L’Arabic Chapter è nato pochi anni fa, ma è molto attivo fin dalla sua installazione si è mossa per organizzare meeting, workshop ed eventi finalizzati allo sviluppo del settore immobiliare privato nell’area. Siamo esperti nel nostro campo e cerchiamo di metterci a disposizione della comunità per costruire città sempre più a misura d’uomo. Amiamo il nostro pianeta e faremo del nostro meglio per diminuire l’impronta inquinante delle nostre città”.

 

Enrico Campagnoli, Fiabci Italia: “L’assemblea delle Nazioni Unite ha elaborato alcuni indicatori di sostenibilità ambientale, mettendo a punto una metodologia basata sulla raccolta di dati oggettivi. E’ prevista però anche la partecipazione dei cittadini nella valutazione della sostenibilità delle città. L’intervento degli abitanti può completare la valutazione dei dati oggettivi.  

Nei vari capitoli Fiabci è in costruzione un National Urban Monitory Lab, una struttura coordinata in tutte le nazioni in grado di portare avanti il memorandum for understanding stipulato dalle Nazioni Unite per la valutazione della sostenibilità delle città. Lo scopo è creare  gruppi di intervento che possano portare avanti l’obiettivo di migliorare gli ambienti urbani con la partecipazione dei cittadini”.

 

Fahami Chaabane presidente Csnpi: “La nostra associazione è stata fondata più di 40 anni fa, oggi conta più di 3.000 sviluppatori. Ci interfacciamo agli investitori internazionali, soprattutto nel settore turistico di alto livello. Puntiamo su prodotti di alta qualità per attrarre un tipo particolare di acquirenti, interessati a strutture nel campo dell’hospitality che possano garantire alta qualità e servizi adeguati alla clientela di riferimento”.

 

Azizali Kanjee, secretary general Fiabci Americas: “Le città di tutto il mondo sono in forte sviluppo, ma poche di queste hanno programmi concreti per il futuro. L’elemento mancante è la sostenibilità degli ambienti urbani in preparazione del futuro. Un problema che riguarda non soltanto gli edifici, ma anche le persone. Il programma Happy Cities, a cui lavorano Fiabci e Nazioni Unite, serve a stabilire gli elementi fondamentali per la costruzione di un percorso utile agli amministratori per uno sviluppo sostenibile. L’obiettivo è arrivare a vivere in una città che possa mettere in condizione i propri abitanti di sentirsi pronti ad affrontare le sfide future, anche nell’ottica di preservare l’ambiente per le prossime generazioni. Oggi guardiamo ad amministrazioni come quella canadese, all’Europa, all’Asia. Tutti hanno bisogno di edilizia agevolata per dare alle persone quello di cui hanno bisogno, con grandi opportunità per gli sviluppatori di tutto il mondo, senza limitazioni geografiche. Indonesia, Singapore e altre realtà simili utilizzano da molto tempo questa piattaforma programmatica, per creare un mondo più sostenibile, in cui l’utilità sociale viene prima degli interessi coinvolti nel processo produttivo”.

 

Dario Tomaleti, executive director Black Sea golf spa & country club, Fiabci Bulgaria: “Questo evento rappresenta una grande opportunità scambiare opinioni sulle potenzialità dei propri progetti. Ad esempio in Bulgaria è in costruzione un nuovo grande complesso legato ad un nuovo campo da golf sul mar Nero, in una zona molto frequentata da turisti di tutto il mondo. Progetti come questo hanno volumi come 2 milioni di metri quadri di superfici calpestabili da costruire. Il nostro investitore tipo è asiatico, perché in questo momento l’Europa è molto attraente per soggetti provenienti da quest’area, sia come potenziali turisti ma anche come potenziali investitori”.

 

James Le Quynh, Fiabci Usa: “Abbiamo presentato un progetto che riguarda il Belize, sul golfo del Messico. Abbiamo realizzato la prima ecocity americana, con focus sulla sostenibilità dal punto di vista ambientale ed energetica. Ci siamo concentrati in primo luogo sulle persone e sui loro bisogni, per diminuire gli sprechi. I rifiuti creano inquinamento, abbiamo sviluppato nuovi impianti di smaltimento che riescono ad eliminare le tossine che vanno a danneggiare l’ambiente e la salute delle comunità urbane. Attraverso fonti sostenibili e riciclo riusciamo a generare energia per circa 30.000 persone”.

 

Antonio Hánna Grayeb, ceo Hanna real estate, presidente Fiabci Americas: “In Messico stiamo lavorando molto nel settore dell’affordable housing, il governo è molto interessato a questo tipo di sviluppi. L’amministrazione messicana ha modificato la regolamentazione nel corso degli anni, ma la richiesta rimane alta. I nuovi sviluppi sono inseriti sempre di più all’interno del contesto urbano, evitando l’effetto di isolamento che potrebbe verificarsi nel caso di costruzioni ai margini dell’ambiente cittadino. Il continente americano costituisce la sfida principale, sia per merito del grande mercato statunitense, ma anche per la grande velocità di crescita del Sudamerica”.

 

Hendrik Nelde, Fiabci Belgium: “Penso che l’educazione sia molto importante. Non soltanto per quanto riguarda le istituzioni scolastiche, è importante imparare ogni giorno dalle proprie esperienze. In Europa ci sono alti standard educativi, siamo avvantaggiati rispetto ad altre parti del mondo. Quando altri professionisti pensavano che non servissero istruttori per gli operatori del real estate, in Europa abbiamo cominciato l’attività di coaching, per migliorare tutti gli aspetti della professione, dalla comunicazione al lavoro di squadra, dalla fiducia alla valorizzazione delle esperienze negative”.

 

Rusmin Lawin, vice presidente Rei Fiabci: “L’evento ha attirato circa 2000 persone provenienti da tutto il mondo, con una discreta presenza di aziende italiane ed europee. Abbiamo affrontato i due temi principali, affordable housing e sviluppo delle infrastrutture turistiche, con uno sguardo globale dato dal contributo dei capitoli Fiabci distribuiti in tutto il mondo. L’anno scorso c’è stato un calo degli investimenti sul territorio, ma la ripresa è già in atto. C’è bisogno di collaborazione tra gli operatori, di lavorare insieme per lo sviluppo del settore. Gli investitori locali e internazionali si sono incontrati per uno scambio di opinioni e la presentazione dei loro progetti. Speriamo che questo tipo di incontri possa giovare al settore a livello globale”.

 

Peter Bolton King, global director of professionalism and ethics Rics: “Uno dei campi in cui siamo coinvolti è la definizione di standard internazionali nel settore real estate. Nel piccolo mondo in cui lavoriamo, in cui è possibile incontrare piccoli soggetti o grandi società globali, è fondamentale che ci si possa capire attraverso standard uguali per tutti. Ad esempio in molte aree del mondo le proprietà sono misurate in base ai metri quadri, ma non c’è uno standard univoco su quali siano gli elementi da tenere in considerazione per il conteggio totale. Questo può generare incomprensioni.

Se non si riesce a capire che 5.000 metri quadri a Londra sono diversi rispetto ai 5.000 metri quadri a Bali, le imprese di tutto il mondo avranno dei problemi. Cerchiamo di capire come uniformare questi standard di misurazione internazionale, arrivando ad definizione univoca. La stessa cosa succede per gli standard etici, costruttivi e così via. Il percorso di standardizzazione delle procedure etiche è iniziato molto tempo fa, ad oggi ha raggiunto l’approvazione di molte realtà istituzionali e accademiche, che condividono questa nostra battaglia”.

 

Yusuf Essa, ceo Choprop, president Fiabci South Africa: “In Sudafrica il settore real estate incide per il 15% sul prodotto interno lordo, con rendimenti che raggiungono la doppia cifra. Il comparto è molto attivo e sono presenti molte opportunità per il residenziale ma anche per gli immobili commerciali. Il social housing è un mercato emergente e necessita di investimenti per riuscire a soddisfare i bisogni dei cittadini. Siamo qui per valutare proposte di investimento e relazionarci con gli operatori di tutto il mondo, esplorando opportunità di sviluppo condiviso”.

 

Bryan Chaplog, vice president Fiabci South Africa: “L’interesse per il social housing riguardo al nostro Paese riguarda sia il ceto più basso che alcuni segmenti degli impiegati. Molte persone non riescono a permettersi una casa a causa della carenza di lavoro o le cattive condizioni di lavoro. Il governo ha avviato un programma finalizzato ad aiutare queste persone. In vent’anni sono state create 4 milioni di opportunità abitative. Crediamo che ci siano anche persone che potrebbero permettersi una casa, ma il mercato in questo momento ha valutazioni troppo alte. Stiamo lavorando per dar modo anche a queste persone di ottenere un’abitazione. Gli investitori internazionali possono supportare il Sudafrica in alcuni aspetti chiave come le energie rinnovabili e le più recenti tecnologie. Cerchiamo nuove modalità di costruzione che possano salvaguardare l’ambiente”.

 

Antonio Campagnoli, IL PUNTO CORFAC International e presidente Fiabci Italia: “Sono molto felice di essere qui a Bali per il Global Business Summit. E’ importante sottolineare che nel 2019 molti dei professionisti qui presenti saranno a RE ITALY. Quest’anno Monitorimmobiliare con grandissimo impegno è riuscito a venire a Bali e questo porterà in Italia tantissime società interessate al mercato nazionale ed europeo.

Come società facciamo parte di un gruppo americano, il decimo al mondo, e cercheremo di fare del nostro meglio per portare i nostri investitori il 23 gennaio a RE ITALY. E’ un’occasione per far vedere che l’Italia è aperta al mondo, agli investimenti esteri, in tutti i campi dell’immobiliare. Il nostro Paese è pronto per accogliere gli investitori internazionali”. 

 


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