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14 Aprile 2026
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Riceviamo e volentieri pubblichiamo la risposta di Marco Dettori (Assimpredil) all’articolo pubblicato da Monitorimmobiliare.
Gentile Direttore,
le Costruzioni sono una rete molto ampia di persone che, attraverso relazioni interpersonali dirette, realizzano commesse mettendo in contatto progettisti con alte professionalità, ingegneri, geometri, periti, impiegati amministrativi, contabili, capi area, capi commessa, capi squadra, muratori, carpentieri, manovali. Ogni persona ha la sua importanza ed il suo ruolo e la più importante tra le figure professionali non può fare a meno dell'ultimo dei manovali. Così, nelle relazioni dirette, e non in lavoro agile, si realizzano opere, che resistono al tempo e danno valore e servizi.
Le Costruzioni si realizzano anche mediante uno straordinario movimento di mezzi, attrezzature, prodotti e persone che tutti i giorni raggiungono luoghi di lavoro diversi, oppure che si organizzano in baraccamenti e mense per vivere la loro esperienza da trasfertisti, in siti dove alle volte non c'è nulla, e dove si creano comunità temporanee anche di migliaia di persone.
Il compito di noi Imprenditori delle Costruzioni è organizzare tutto questo in condizioni di massima sicurezza per la tutela e la salute delle persone che lavorano, che sono il primo vero ed inalienabile patrimonio delle aziende, prima ancora delle ragioni economiche che muovono l'attività di impresa.
Questo assai succinto quadro che sintetizza il rigore e la responsabilità di una attività come questa e la sua organizzazione, è apparso subito assai poco compatibile con le indicazioni del DPCM dello scorso 8 marzo, la cui parola d'ordine è #iorestoacasa.
Il flagello che subiamo tutti con questa pandemia, ha fatto passare in secondo piano il fatturato, le ragioni del profitto, l'organizzazione. Operai, impiegati, collaboratori, hanno paura. Il Ponte di Genova è cantiere attivo oggi con innumerevoli difficoltà, indipendentemente da cosa si voglia comunicare.
E’ responsabilità dell'Imprenditore delle Costruzioni tutelare la salute dell'intera rete che ha queste relazioni e di limitare, concordemente a quanto disposto dal Governo, gli spostamenti di persone mezzi e merci e dare un segnale responsabile di tutela della salute pubblica a partire da quanto noi si possa fare per questo obiettivo.
Lei ha scritto giustamente che le costruzioni hanno fame di commesse, ed è vero, ma non ad ogni costo.
Esiste il limite non valicabile della tutela della salute pubblica, di quella dei nostri lavoratori e collaboratori, e quella non può essere sacrificata alla mancanza di presa di responsabilità di un Ministero rispetto ai suoi impegni nel blocco temporaneo delle commesse pubbliche.
Gentile Direttore, gli Imprenditori delle Costruzioni, titolari di Imprese grandi e piccole, si stanno prendendo le loro responsabilità, pur consapevoli dei danni economici che gli deriveranno, sacrificandoli volentieri rispetto a dover sacrificare il loro personale e i loro operai.
Ci auguriamo che la Ministra assuma un comportamento analogo e rispettoso, perché puntare il dito, gentile Direttore, in una condizione come questa, è quanto di più inadeguato rispetto all’emergenza che tutti viviamo oggi.
Buona serata e buon lavoro!
Marco Dettori
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