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Blocco sfratti: E questo sarebbe il Governo dei migliori (Video)

di Maurizio Cannone, direttore Monitor 18 Marzo 2021

L’immobiliare, nel senso di investimento, è ufficialmente fuori dai programmi del Governo Draghi. Lo ha detto chiaramente il ministro della Giustizia Marta Cartabia oggi in Senato riguardo al blocco degli sfratti. Blocco che continua nonostante le richieste del Parlamento. Basta guardare qui il video dell’intervento per comprendere la brutta aria che tira.

 

Ma come, i fondi immobiliari si stanno sbilanciando sugli investimenti residenziali e il governo fa cadere il già incerto diritto di proprietà? Lo stesso per i piccoli proprietari che si trovano senza reddito e costretti a pagare anche le tasse sugli affitti mai percepiti, oltre alle spese condominiali e Imu, Tari e qualunque altra tassa vi venga in mente. Lo stesso anche per gli immobili pubblici, il cui mancato gettito che deriva dal blocco degli sfratti viene recuperato pari pari dalle tasche di tutti noi. Almeno di chi paga le tasse.

 

Perché quello che il Governo sta facendo è un atto che distruggerà tanto investimenti internazionali, dai quali dipendono anche le nostre pensioni, quanto i piccoli risparmi delle famiglie. Con in più, nel Paese che ha avuto il coraggio di garantire il reddito di emergenza anche ai notai, che vergognosamente ne hanno usufruito, non ha stanziato un centesimo di ristoro ai proprietari e nemmeno l’esenzione di tasse e tributi.

 

Il governo precedente era accusato di essere inadeguato, formato da scappati di casa. Quello attuale dovrebbe essere dei migliori. Sarà vero per titoli, ma per ora non pare proprio. Anzi, forse era meglio l’errore dato dall’inesperienza rispetto a quello consapevole e calcolato.

 

Il sacro diritto alla casa deve essere garantito dallo Stato. E dovrebbe esserlo davvero per quanti ne hanno bisogno. Cosa diversa è garantire la casa ai soliti furbi facendola pagare a chi ha risparmiato per diventarne proprietario. Vergognoso, da qualunque parte ci si trovi.

 

Di seguito la presa di posizione di Confedilizia che condividiamo totalmente.

 

Dichiarazione del presidente di Confedilizia, Giorgio Spaziani Testa

 

Le motivazioni con le quali il Ministro della Giustizia ha giustificato oggi in Senato il no del Governo alla proposta del Parlamento di correggere il blocco degli sfratti in atto da un anno, lasciano sconcertati.

Un mese fa, alla Camera, la maggioranza più ampia della storia repubblicana aveva concordato un emendamento al decreto Milleproroghe con il quale si anticipava al 31 marzo la fine del blocco, attualmente prevista al 30 giugno in via generale, limitatamente alle situazioni di morosità vecchie di anni e che nulla hanno a che fare con la pandemia.

Il Governo chiese ed ottenne che quell’emendamento fosse ritirato, impegnandosi ad agire entro breve termine nella stessa direzione.

 

Ora il Ministro della Giustizia – intervenendo in Senato dopo averlo fatto qualche giorno fa alla Camera – comunica che il ‘cambio di orizzonte temporale avrebbe potuto mettere in difficoltà diverse persone’ e che arrivare a 16 mesi di blocco ‘non è un sacrificio così eccessivo’ per gli interessati. Inoltre, ancorché non esplicitamente, preannuncia addirittura una prosecuzione del blocco oltre il 30 giugno!

 

Dunque, da oltre un anno migliaia di proprietari sono privi della disponibilità di immobili che i giudici avevano ordinato di restituire loro, non percepiscono alcun canone (spesso unica fonte di reddito), in molti casi sono costretti a pagare rate di mutuo e spese condominiali, hanno dovuto persino pagare l’Imu e non hanno ricevuto alcun risarcimento dallo Stato. In questa situazione, si apprende che la scelta del Governo di respingere una richiesta dell’intero Parlamento era dettata dalla sensibilità del Ministro della Giustizia nei confronti delle aspettative di chi da anni occupa abusivamente degli immobili!

 

Se il Parlamento italiano ha ancora un senso, chiediamo alle forze politiche che lo compongono di riprendere la proposta avanzata un mese fa e di pretendere che sia approvata. È inaccettabile che il diritto (costituzionale) di proprietà continui ad essere calpestato in modo così eclatante.

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