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14 Aprile 2026
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La proposta di concordato preventivo in continuità aziendale per Astaldi ha avuto il via libera da una delle due assemblee di obbligazionisti convocate a Roma. Il titolo ha chiuso in Borsa in positivo (+4,42% a 0,52 euro, in controtendenza col -1,44% di Piazza Affari). Il sì, dell'80,05% dei presenti, è dell'assemblea del prestito Uk da 140 milioni di euro, scadenza 2024 e il risultato sarà riportato dal rappresentante comune degli azionisti nell'adunanza dei creditori del 26 marzo.
Si tratta di un esito per cui Salini Impregilo (+4,06% a 1,38 euro) ha espresso soddisfazione. "Questo risultato - ha evidenziato la società - rappresenta un altro passo avanti verso la completa esecuzione di Progetto Italia, il piano Salini Impregilo per l'aggregazione e la creazione di un grande player delle infrastrutture italiano - WeBuild -, realizzato anche attraverso l'entrata nel capitale e il supporto di Cdp e delle principali istituzioni finanziarie del Paese (Intesa Sanpaolo, Unicredit, Banco Bpm)".
Non si è invece costituita, non avendo raggiunto il quorum, l'assemblea del prestito obbligazionario Usa da 750 milioni, scadenza 2020, convocata ugualmente per votare sul concordato. Si riunirà quindi in seconda convocazione il 10 marzo e, occorrendo, in terza convocazione, il 24 marzo. Difficoltà a votare sono state lamentate dal Comitato bondholder Astaldi, che rappresenta 80 milioni di euro (oltre 350 titolari di bond) in obbligazioni Astaldi scadenza 2024 e 2020.
Da una parte vengono spiegate problemi a raggiungere Roma "per l'allarme coronavirus in alcune regioni del nord, che ha creato disagi anche nei trasporti ferroviari". Dall'altra il Comitato, che su una serie di questioni attende il parere della Consob, indica "le procedure: così complesse da essere adatte a investitori istituzionali, ma non al retail".
I prestiti, destinati in realtà proprio a investitori istituzionali, sono poi stati ricollocati al retail da degli istituti bancari. La prima assemblea (140 milioni) ha comunque raggiunto il quorum. Per la seconda (750 milioni), "sapevamo - ha sostenuto il Comitato - che non sarebbe stato raggiunto, ma ci sarà in seconda convocazione, dove per regolamento il quorum è un terzo. Cosa che non troviamo corretta, al di là del fatto che riteniamo illegittime tali assemblee".
"Molti hanno avuto anche problemi con le banche - ha detto il Comitato -. Tante non hanno dato comunicazione della votazione, trattandosi di titoli esteri, e hanno fatto pagare i certificati di possesso fino a 200 euro".
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