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17 Aprile 2026
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16 Aprile 2026
UBS ha lanciato un Report riguardo al futuro immobiliare degli uffici in uno scenario post pandemia.
Analizza l'evoluzione degli spazi di lavoro e come questi possano contribuire a creare valore per i dipendenti, i datori di lavoro e la proprietà, una volta che l'attuale situazione sanitaria sarà rientrata sotto controllo.
Ne abbiamo parlato con Gaetano Lepore, Head of real estate di UBS AM in Italia.
Considerato come il mondo del lavoro si sia dovuto adattare velocemente ai cambiamenti scaturiti dalla pandemia, quali sono gli scenari che si prospettano?
Da marzo 2020, con lo scoppio della pandemia, si è registrato un cambiamento nel modo di lavorare con un’accelerazione dell’utilizzo del cosiddetto smartworking.
Durante il primo periodo della crisi, l’entusiasmo da parte dei lavoratori, dato dalla possibilità di lavorare da casa, la conseguente maggiore flessibilità e la scoperta inaspettata da parte delle aziende di poter comunque mantenere degli standard molto elevati in termini di produttività, ha fatto ipotizzare la fine degli uffici così come ne abbiamo sempre fruito.
Di fatto, invece, con il perdurare delle misure di contenimento della pandemia, i lavoratori hanno riscoperto l’importanza di alcuni aspetti caratteristici dell’ambiente lavorativo. Crediamo infatti che l’importanza di fare networking, la gestione del lavoro in team, la crescita professionale delle risorse più giovani, siano solo alcuni degli aspetti per i quali l’ufficio rimarrà, anche nel post pandemia, uno spazio di cruciale importanza.
Il bilanciamento tra il lavoro in ufficio e quello da casa sembra dunque essere il trend futuro.
In questo ambito, così come per altri settori, crediamo che la chiave giusta sia quella di ricercare soluzioni e modelli organizzativi più sostenibili con risvolti positivi anche in termini ambientali e di vivibilità delle nostre città.
Crediamo sia questa la principale sfida che le aziende si troveranno ad affrontare e che dovranno cogliere come un’opportunità al fine di consentire un migliore bilanciamento della vita lavorativa e personale dei proprio dipendenti.
Le aziende che stanno rispondendo a queste sfide, si sono dotate di nuove linee guida per far sì che i propri dipendenti possano utilizzare in maniera più efficiente gli spazi in ufficio, implementando sistemi che consentano di superare la concezione della postazione fissa di lavoro e dedicando maggiore attenzione agli spazi comuni di condivisione.
Come dovranno cambiare gli uffici per avere ancora rilevanza nel post pandemia?
L’ambiente di lavoro deve poter offrire un valore aggiunto in termini di qualità, di spazi che favoriscano l’interazione tra le persone e che consentano lo sviluppo dell’identità aziendale, aspetti che difficilmente possono nascere e rafforzarsi lavorando unicamente da casa.
Dunque, gli spazi comuni diventeranno sempre più centrali nei layout degli uffici, maggiori spazi saranno infatti dedicati alle sale riunioni e alle aree break con un ripensamento anche nella loro funzionalità: non più per brevi e sporadici momenti, ma a supporto dell’intera giornata lavorativa dei dipendenti.
Gli immobili per uffici che rimarranno “winners post Covid-19” saranno quelli in grado di offrire moderni ambienti di lavoro con più spazi interattivi, localizzati anche in posizioni semi centrali, ma in grado di offrire un’eccellente accessibilità ed offerta di servizi.
Come in tutti i momenti di crisi, chi saprà recepire al meglio il cambiamento potrà avere più opportunità rispetto a chi non sarà in grado, anche ad esempio per vincoli strutturali, di fornire adeguate riposte.
La sostenibilità che ruolo assume in questo contesto?
Il tema della sostenibilità sarà sempre più centrale e sarà da considerarsi uno dei fattori principali per il mercato immobiliare degli uffici. Questo non solo per l’entrata in vigore di normative europee sempre più stringenti, ma anche perché le aziende utilizzano sempre più questi criteri alla base delle proprie scelte di business. L’attenzione alle tematiche legate a sostenibilità, qualità e igiene degli ambienti di lavoro saranno aspetti importanti anche per attrarre giovani talenti.
Il tema della sostenibilità si riflette con crescente peso nei fattori di valutazione degli investitori. Già da tempo, ad esempio, abbiamo inserito nei nostri processi di investimento analisi sul livello di sostenibilità attuale e potenziale degli edifici e la capacità di rispondere alle necessità della nuova domanda di spazi uffici e quindi di preservare il valore ed i flussi di rendimento nel tempo.
Qual è il trend del settore nel mercato italiano?
Il trend del mercato italiano non differisce rispetto a quello di altri Paesi europei. Gli immobili di minor qualità non localizzati nei centri città, hanno subito molto gli effetti della crisi con ripercussioni anche sul volume degli investimenti e sulle locazioni. Tuttavia, gli uffici rimangono uno dei settori trainanti del real estate con i rendimenti degli immobili core e prime che, pur in un contesto di pandemia, sono rimasti stabili o, in alcuni casi, si sono perfino contratti.
Da parte nostra vediamo una polarizzazione dell’interesse nei confronti degli immobili più core, e un aumento dell’interesse per quelli value-add.
È indubbio, infatti, che i cambiamenti di cui abbiamo parlato potranno offrire opportunità di riposizionamento di immobili potenzialmente interessanti per struttura e localizzazione. Riposizionamenti che potranno avvenire, a seconda delle caratteristiche dei singoli immobili, anche per usi alternativi come quello residenziale.
Scarica il Report allegato
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