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21 Aprile 2026
Trend positivo per il mercato francese degli uffici che continua la sua crescita con un livello di assorbimento di 2,06 milioni di mq e 9,77 miliardi di euro investiti nel primo semestre del 2019. Numeri questi che fanno del 2019 il secondo anno migliore dell'ultimo decennio, stabilendo addirittura un nuovo record sul fronte degli investimenti.
Jean-Laurent de La Prade, vice direttore generale di BNP Paribas Real Estate Transaction, responsabile per i mercati regionali:"Le città più dinamiche in termini di crescita del Pil e di creazione di posti di lavoro sono Tolosa, Lione, Montpellier, Rennes, Bordeaux e Nantes. La solidità del mercato regionale degli uffici deriva direttamente da questi ottimi fondamentali economici e dall'attrattività delle città minori. Dall'inizio dell'anno, i mercati regionali hanno rappresentato il 46% del totale immobiliare del Paese".
In particolare, Lione ha registrato un inizio d'anno record con un take-up di 223.000 mq nel primo semestre, sostenuto principalmente dagli immobili di nuova realizzazione. I quartieri di Part-Dieu, Carré de Soie e Gerland si trovano all’interno di un processo di rapido sviluppo edile, consentendo la creazione di nuove unità in prossimità della rete di trasporto pubblico locale. Per la fine dell’anno, il livello di assorbimento dovrebbe raggiungere i 400.000 m².
Dall'inizio dell'anno si sono registrate due importanti operazioni: Eklaa acquistata da AEW Europe per 50 milioni di euro ed Helio 7 rilevata da Real IS per 33 milioni di euro. Altri importanti deal sono in attea di essere firmati nel secondo semestre dell’anno con rendimenti record tali da spingere il totale degli investimenti al di sopra del miliardo di euro nel corso dell'anno. Nel frattempo, il prime rent si è attestato a € 325 /m² a Part Dieu.
Lille si conferma ancora secondo mercato regionale, con un assorbimento in crescita del 38% fino a toccare il livello record di 148.000 mq grazie soprattutto ai centri direzionali come Villeneuve d'Ascq. Dal 2018, Lille ha registrato molte vendite fuori mercato. Da gennaio, 8 operazioni su 13 sono state concluse off-market. Alla fine del 2019 il livello di assorbimento dovrebbe raggiungere la soglia dei 300.000 mq. La città sta vivendo una rapida crescita e gli investitori sono pronti ad acquistare nuovi sviluppi in un mercato sano e in crescita. Tra le principali operazioni si segnalano la vendita di The Shake alla Caisse d'Epargne e Open'R ad AEW Europe, venduti ciascuno per oltre 60 milioni di euro. Il prime rent a Lille si attesta a 240 €/m² nel quartiere di Euralille, che ha beneficiato dell'aumento degli affitti nelle località centrali, ben collegate ai trasporti pubblici e con un'ampia gamma di servizi.
Bordeaux ha registrato un assorbimento di 94.000 m², nuovo record per l’H1 che colloca la città al terzo posto tra i mercati regionali della Francia, trainato dal completamento di diversi progetti e dal dinamismo economico della città. Secondo le previsioni, nel 2019 a Bordeaux il livello di take-up raggiungerà i 180.000 mq. Il livello di investimenti in uffici a Bordeaux si è arrestato nel 2019, dopo un 2018 eccezionale. Anche in questo caso, nonostante l’interesse degli investitori, gli asset disponibili per la vendita risultano carenti. Da segnalare l’importante acquisizione dello sviluppo Tribequa in Euratlantique da parte di BNP Paribas REIM. Continuano a crescere, invece, le locazioni di nuovi spazi, grazie alla qualità degli edifici presenti sul mercato e all'entusiasmo delle aziende per i nuovi sviluppi. Il prime rent si attesta a 210 €/mq a Euratlantique e 240 €/mq nel centro di Bordeaux.
In termini di volume di mercato, le principali città francesi si affiancano ora alle maggiori città europee. Negli ultimi 12 mesi i dati di Lione sono stati paragonabili a quelli di città con dimensioni demografiche molto superiori, come Milano o Barcellona. Lille è sulla scia della vicina Amsterdam, mentre Tolosa e Marsiglia sono ormai vicine al Lussemburgo. Questi buoni risultati a livello europeo dimostrano che i mercati regionali sono più dinamici in Francia che nel Regno Unito, dove le grandi città del Paese fanno fatica a contrastare il peso di Londra con livelli di assorbimento molto più bassi (154.000 m² in 12 mesi a Manchester, meno di 100.000 m² a Birmingham, Leeds, Glasgow, Edimburgo, Bristol o Newcastle).
"I mercati regionali francesi presentano fondamentali sani: bassi tassi di vacancy e una costante crescita del livello di take-up che riduce il rischio di sfitto, consente un progressivo aumento del costo di locazione e offre prospettive positive in termini di crescita economica e di aumento dell'occupazione. Sebbene la differenza di rendimento rispetto all'Île-de-France sia diminuita negli ultimi anni, esiste ancora un buon margine che rende le città regionali attraenti per gli investitori. Di recente abbiamo persino assistito a una rinascita delle strategie speculative, con l'acquisto di progetti immobiliari speculativi da parte di investitori istituzionali", conclude Jean-Laurent de La Prade.
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