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21 Luglio 2014

Tassa di soggiorno, la Francia fa dietrofront, a Roma tutto tace

di Floriana Liuni

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Il turismo francese tira un sospiro di sollievo. Dopo le aspre polemiche tra gli albergatori d'Oltralpe, seguite alla decisione di aumentare la tassa di soggiorno nelle strutture alberghiere fino a sfiorare la ragguardevole cifra di 8 euro per persona a notte, l'Assemblea Nazionale ha fatto dietrofront.

La gabella resterà quindi ai livelli attuali, compresi tra 0,2 e 1,5 euro a discrezione dei singoli comuni, grazie al parere contrario del Ministro degli Esteri francese, Laurent Fabius (con delega al turismo), che ha definito la norma fortemente lesiva della promozione del turismo nel Paese, voce di primaria importanza nel bilancio statale.
 
Un esempio, quello dei nostri cugini transalpini, che il presidente di Federalberghi Bernabò Bocca si augura possa essere seguito anche dal Governo italiano, che, a quanto risulta, avrebbe intenzione di innalzare fino a picchi di 7 euro a notte per persona (a Roma) la tassa indigesta agli operatori del settore.
 
Al netto di alcune zone nelle quali si è scelto di non applicare la tassa (ad esempio la Regione Abruzzo), in media essere ospitati da una struttura di uno dei Comuni italiani costa già  poco più di 2 euro per gli hotel a 4/5 stelle, e poco più di 1  euro per gli hotel a 2/3 stelle. I picchi massimi sono di 5 euro in località come Milano, Firenze, Fiesole, Senigallia, Assisi, Sesto Fiorentino, Anacapri, mentre i minimi si toccano a Salo', con 0,3 euro a notte per persona. A Roma, attualmente, la tassa ammonta a 2 o 3 euro a seconda della struttura.
 
L'ultimo rapporto della federazione degli albergatori italiani segnala che ad applicare la maggiorazione di prezzo a scapito dei turisti siano stati, a fine giugno 2014, 651 Comuni (a fronte dei 510 dello scorso anno), per introiti che dovrebbero arrivare a fine anno a 354 milioni di euro contro i 268 euro del 2013. Cifre che varranno, ovviamente, solo se il trend del turismo non dovesse essere influenzato negativamente dalla tassa di soggiorno stessa, o da altri fattori.

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