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14 Aprile 2026
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La legge spagnola sugli sfratti è stata bocciata dalla Corte europea di giustizia per incompatibilità con le direttive europee: le norme sarebbero infatti troppo favorevoli alle banche e avrebbero al contrario pesanti limitazioni per i diritti dei cittadini spagnoli.
In particolare la legge è stata fortemente criticata perché permette l'esproprio della casa e lo sfratto immediato nel caso in cui un cittadino che ha sottoscritto un mutuo con un istituto di credito non riesca più a pagare, e questo ignorando gli eventuali contenziosi aperti e senza attendere la verifica di eventuali irregolarità commesse dalle parti.
“La normativa spagnola che impedisce al giudice di dichiarare illecita una clausola in un contratto di prestito ipotecario e quindi di sospendere il procedimento di sfratto avviato, è contraria al diritto dell'Unione”, si legge in in un comunicato la Corte europea di giustizia.
Il risultato è che in Spagna è oggi difficile, quasi impossibile, bloccare uno sfratto diventato esecutivo e quasi inutile fare causa in presenza di irregolarità da parte della banca: anche quando chi ha contratto un mutuo e ha subito uno sfratto vede riconosciute le proprie ragioni è troppo tardi, la casa è ormai persa.
I numeri del resto parlano chiaro: negli ultimi quattro anni mentre i prezzi delle abitazioni scendevano del 30% sono state più di 400mila le case che le banche si sono riprese dopo aver concesso un mutuo ipotecario.
All'origine della sentenza della Corte Ue la causa affidata a un giudice di Barcellona sulla vicenda di Mohamed Aziz, un cittadino sfrattato nel gennaio del 2011 per non aver rispettato i pagamenti del mutuo di 130mila euro contratto con CatalunyaCaixa.
Il governo di Madrid ha reagito dicendosi pronto a modificare la normativa sugli sfratti accogliendo le indicazioni della Corte del Lussemburgo e ha ricordato che un progetto di legge in tal senso è già stato presentato in Parlamento.
La sentenza della Corte europea rappresenta una sconfitta per le banche ma è stata accolta con soddisfazione dalle associazioni dei consumatori e dei cittadini in difficoltà, protagonisti di recente di numerose proteste contro il dilagare dei procedimenti di sfratto, diventati – insieme alla disoccupazione e alla crisi economica – una delle prime emergenze del paese.
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