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28 Febbraio 2012

Pmi: accordo Abi-imprese, firmata nuova moratoria

di Luigi dell'Olio

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In arrivo una boccata di ossigeno per le pmi.

Abi, governo e imprese hanno infatti firmato l'accordo per le nuove misure per il credito alle piccole e medie imprese.

In particolare, l’intesa “Nuove misure per il credito alle pmi”, oltre che dall’Abi e dal governo, è stata siglata da Alleanza Cooperative Italiane (che riunisce Legacoop, Confcooperative, Agci); Assoconfidi, Cia, Claai, Coldiretti, Confagricoltura, Confapi, Confedilizia, Confetra, Confindustria e Rete Imprese Italia (che riunisce Cna, Confartigianato, Confesercenti, Confcommercio, Casartigiani).

L’obiettivo dell’accordo è di “assicurare la disponibilità di adeguate risorse finanziarie per le imprese che pur registrando tensioni presentano comunque prospettive economiche positive”.

Di qui l’azione per "creare le condizioni per il superamento delle attuali situazioni di criticità ed una maggiore facilità nel traghettare le imprese verso un’auspicata inversione del ciclo economico".

Gli interventi finanziari previsti per le imprese sono di tre tipi: operazioni di sospensione dei finanziamenti; operazioni di allungamento dei finanziamenti e operazioni per promuovere la ripresa e lo sviluppo delle
attività.

La precedente moratoria aveva riguardato 220mila imprese e 15 miliardi di mancata liquidità per gli istituti bancari.


Le imprese che possono beneficiare delle misure sono le pmi con meno di 250 dipendenti e con fatturato minore di 50 mln di euro, oppure con totale attivo di bilancio fino a 43 mln di euro.

Al momento della presentazione della domanda devono essere 'in bonis', ossia non devono avere nei confronti della banca sofferenze, partite incagliate, esposizioni ristrutturate o esposizioni scadute/sconfinanti da oltre 90 giorni.

Le banche si impegnano a fornire una risposta di norma entro 30 giorni.


Nel caso l'impresa non abbia ritardati pagamenti, le domande per la sospensione delle rate dei mutui, dei canoni di leasing e di allungamento a 270 giorni delle scadenze del credito a breve per sostenere le esigenze di cassa si intendono ammesse dalla banca, salvo esplicito rifiuto.

Le banche che decidono di aderire all'accordo lo comunicano all'Abi, impegnandosi a renderlo operativo entro 30 giorni.

Le richieste dovranno essere presentate dalle imprese entro il 31 dicembre
2012.

Le domande di allungamento dei mutui che a questa data dovessero essere ancora in sospensione potranno essere presentate entro il 30 giugno 2013.

Nel dettaglio, per quanto riguarda le operazioni di sospensione dei finanziamenti, in questo campo rientrano la sospensione per 12 mesi della quota capitale delle rate di mutuo, e quella per 12 o 6 mesi della quota capitale prevista nei canoni di leasing immobiliare e mobiliare.

Possono essere ammesse alla sospensione le rate dei mutui e delle operazioni di leasing finanziario che non abbiano già usufruito della sospensione prevista dall'Avviso comune del 3 agosto 2009.

Le rate non devono essere scadute da oltre 90 giorni.

Sul fronte delle operazioni di allungamento dei finanziamenti, invece, è prevista la possibilità di allungare la durata dei mutui, quella di spostare in avanti fino a 270 giorni le scadenze del credito a breve termine per esigenze di cassa con riferimento all'anticipazione di crediti certi ed esigibili e quella di allungare per un massimo di 120 giorni le scadenze del credito agrario di conduzione.

Possono essere ammessi alla richiesta di allungamento i mutui che non abbiano beneficiato di analoga facilitazione secondo quanto previsto dall'Accordo per il credito alle pmi del 16 febbraio 2011.

Possono essere ammessi all'allungamento anche i mutui sospesi al termine del periodo di sospensione.

Infine, le operazioni per promuovere la ripresa e lo sviluppo delle attività sono connesse ad aumenti dei mezzi propri realizzati dall'impresa.

Anche alla luce delle agevolazioni fiscali previste dal decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, per le imprese che avviano processi di rafforzamento patrimoniale le banche si impegnano a concedere un finanziamento proporzionale all'aumento dei mezzi propri realizzati dall'impresa.
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