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14 Aprile 2026
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Sorprese di fine anno in arrivo in questi giorni a Milano, dove sono in fase di consegna una serie di avvisi di accertamento di nuove rendite catastali legati a riclassamenti di unità immobiliari.
L'area interessata è di quelle che non passano inosservate ed è compresa tra via Monte Napoleone, Corso Matteotti, via S. Pietro all'Orto, via Verri, via S. Andrea, via Bagutta.
Le notifiche dovrebbero esaurirsi entro il 31 dicembre (gli effetti fiscali, in termini di base imponibile per ogni tipo di tassazione, si produrranno quindi a partire dal 1°gennaio 2015).
L'aumento - fanno sapere da Assoedilizia, associazione di categoria che sta seguendo da vicino l'operazione - si aggirerà attorno al raddoppio delle rendite.
Attenzione, però, non si tratta dei primi effetti della tanto attesa riforma nazionale del Catasto.
Sono revisioni di classamento richieste dal Comune di Milano - precisano ancora dall'associazione - in base all'art. 3, comma 58, legge 662/1996, per difetto di congruità rispetto a quello dei fabbricati simili, oggetto di revisione generale per microzone, attuata in forza dell'art. 1, comma 335, della legge 311/2004. L'attribuzione del nuovo classamento e della relativa rendita è stata eseguita sulla base dei principi dell'estimo comparativo, richiamati nel RDL 652/1939 ( legge n. 1249/1939 ) e nel DPR n. 154/1988 e di quanto previsto dall'art.11, comma 1, del DL n. 70/1988, convertito dalla legge 154/1988, con riferimento all'epoca censuaria 1988-89.
L'operazione catastale – commentato così in una nota Achille Colombo Clerici, presidente di Assoedilizia - trova la sua ragione nella considerazione che il 'precedente classamento delle unità in oggetto risultava incoerente con quello attribuito ad altre unità limitrofe similari, aventi caratteristiche analoghe.... intrinseche ed estrinseche ( tipologia edilizia,posizione nel fabbricato, dotazioni impiantistiche, servizi )'; unità oggetto a suo tempo della revisione catastale per microzone.
Questa operazione conferma la nostra posizione critica a proposito della revisione catastale per microzone effettuata dal Comune e dall' Agenzia del territorio negli anni 2008 e 2009.
Allora si disse: 'è iniquo e fuorviante basarsi sul sistema delle microzone, che comprendono immobili simili, e discriminare rivalutando in una zona e non nell'altra. Bisogna estendere la revisione catastale a tutto il territorio comunale e, sulla base del principio dell'invarianza del gettito, abbassare le aliquote delle diverse imposte'.
Così non è stato. Nel frattempo e son passati 6 anni, chi ha ricevuto gli accertamenti ha cominciato a pagare imposte più che raddoppiate sin dal 2009.
ICI, IMU, Tasi, ma anche imposte di registro nelle compravendite, imposte successorie e sulle donazioni, accertamenti di congruità Irpef.
Non solo, ma dato il funzionamento del catasto 'a macchia di leopardo', non solo le aliquote non son state abbassate, ma dal 2012 alle rendite così rivalutate son stati pure applicati ( somma iniquità) i coefficienti moltiplicatori introdotti dal governo dei professori per far pagare tutti coloro che eran rimasti indenni e con antiche rendite”.
"Un tale modo di procedere crea un forte allarme – conclude Colombo Clerici - perchè se si ripeterà in sede di revisione generale conseguente alla attuanda riforma catastale, avremo delle nefaste sorprese. Si sente dire: per ultimare la riforma catastale ci vorranno almeno 5 anni.
Il problema sta nel fatto che alcuni casi arriveranno primi alla meta, altri dopo ed altri mai.
Rivalutazione si, rivalutazione no a seconda delle zone, dei Comuni, delle Regioni; non sarà mai il momento di introdurre i correttivi pur previsti dalla legge, nè sul piano legislativo (rimodulazione del sistema delle aliquote da parte della legge), nè sul piano amministrativo (riduzione nella fissazione pratica delle aliquote da parte dei comuni).
Chi rimarrà coinvolto verrà stritolato”.
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