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12 Maggio 2026
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Flessione in progressivo contenimento per le erogazioni di mutui alle famiglie italiane (-8.9%) nei primi nove mesi del 2013.
A rilevarlo la trentacinquesima edizione dell’Osservatorio sul credito al dettaglio realizzato da Assofin, Crif e Prometeia.
Continua infatti la contrazione in linea con la dinamica registrata per le compravendite immobiliari, ma la frenata è più contenuta rispetto a quella del 2012.
La componente degli altri mutui (ovvero quelli per ristrutturazione, liquidità, consolidamento del debito, surroga e sostituzione) registra una flessione del 3,8% riflettendo la perdita di importanza di surroghe e sostituzioni, penalizzate dal crescente aumento degli spread applicati.
Le novità principali del comparto riguardano la rimodulazione verso importi e durate minori e verso il tasso variabile (58% dei flussi erogati nei primi nove mesi del 2013).
A condizionare il clima di sfiducia delle famiglie, la debolezza del contesto macroeconomico dei mesi scorsi, che ha provocato il ritardo o la razionalizzazione dei consumi, soprattutto quelli a valore elevato, determinando un calo della domanda di finanziamento per sostenerli.
Le famiglie sono più fragili nel potere d'acquisto e ciò si riflette anche sul tasso di default (ovvero l’indice di rischio di credito di tipo dinamico che misura le nuove sofferenze e i ritardi di sei o più rate nell’ultimo anno di rilevazione) che, come rileva lo studio, ha colpito il mercato del credito al dettaglio considerato nel suo complesso (quindi mutui immobiliari più credito al consumo) per una quota del 2,7%.
Ancora minore il tasso registrato per i mutui immobiliari, dove nel corso del 2013 il default si conferma stabile al 2%.
La notizia positiva è tuttavia che la necessità di rinnovare la dotazione dei beni durevoli, troppo a lungo procrastinata, sosterrà la crescita di questo aggregato a partire dal 2014, anche grazie alle detrazioni fiscali per l’acquisto dei prodotti per la casa (mobili e elettrodomestici), a svantaggio delle altre voci di spesa, in particolare di quelle più voluttuarie.
Dal 2014 è prevista dunque una lieve ripresa grazie a nuovi finanziamenti per l’acquisto degli immobili, che permetterà una crescita solo modesta delle consistenze, pari a +0,5%.
Nel 2015, invece, il comparto crescerà del +2,1% beneficiando dei maggiori flussi erogati grazie alla ripresa dell’attività economica oltre che a politiche di offerta meno stringenti rispetto alla fase di crisi.
Per i mutui, l’effetto della precarietà dei bilanci delle famiglie prevarrà su quelli di mitigazione del rischio (basso livelli dei tassi di mercato monetario e misure istituzionali a sostegno delle famiglie), pertanto il tasso di sofferenza sui prestiti per l’acquisto dell’abitazione aumenterà progressivamente fino a raggiungere il 4,2% nel 2015 (rispetto al 3,2% di dicembre 2012).
A rilevarlo la trentacinquesima edizione dell’Osservatorio sul credito al dettaglio realizzato da Assofin, Crif e Prometeia.
Continua infatti la contrazione in linea con la dinamica registrata per le compravendite immobiliari, ma la frenata è più contenuta rispetto a quella del 2012.
La componente degli altri mutui (ovvero quelli per ristrutturazione, liquidità, consolidamento del debito, surroga e sostituzione) registra una flessione del 3,8% riflettendo la perdita di importanza di surroghe e sostituzioni, penalizzate dal crescente aumento degli spread applicati.
Le novità principali del comparto riguardano la rimodulazione verso importi e durate minori e verso il tasso variabile (58% dei flussi erogati nei primi nove mesi del 2013).
A condizionare il clima di sfiducia delle famiglie, la debolezza del contesto macroeconomico dei mesi scorsi, che ha provocato il ritardo o la razionalizzazione dei consumi, soprattutto quelli a valore elevato, determinando un calo della domanda di finanziamento per sostenerli.
Le famiglie sono più fragili nel potere d'acquisto e ciò si riflette anche sul tasso di default (ovvero l’indice di rischio di credito di tipo dinamico che misura le nuove sofferenze e i ritardi di sei o più rate nell’ultimo anno di rilevazione) che, come rileva lo studio, ha colpito il mercato del credito al dettaglio considerato nel suo complesso (quindi mutui immobiliari più credito al consumo) per una quota del 2,7%.
Ancora minore il tasso registrato per i mutui immobiliari, dove nel corso del 2013 il default si conferma stabile al 2%.
La notizia positiva è tuttavia che la necessità di rinnovare la dotazione dei beni durevoli, troppo a lungo procrastinata, sosterrà la crescita di questo aggregato a partire dal 2014, anche grazie alle detrazioni fiscali per l’acquisto dei prodotti per la casa (mobili e elettrodomestici), a svantaggio delle altre voci di spesa, in particolare di quelle più voluttuarie.
Dal 2014 è prevista dunque una lieve ripresa grazie a nuovi finanziamenti per l’acquisto degli immobili, che permetterà una crescita solo modesta delle consistenze, pari a +0,5%.
Nel 2015, invece, il comparto crescerà del +2,1% beneficiando dei maggiori flussi erogati grazie alla ripresa dell’attività economica oltre che a politiche di offerta meno stringenti rispetto alla fase di crisi.
Per i mutui, l’effetto della precarietà dei bilanci delle famiglie prevarrà su quelli di mitigazione del rischio (basso livelli dei tassi di mercato monetario e misure istituzionali a sostegno delle famiglie), pertanto il tasso di sofferenza sui prestiti per l’acquisto dell’abitazione aumenterà progressivamente fino a raggiungere il 4,2% nel 2015 (rispetto al 3,2% di dicembre 2012).
È online il nuovo numero di REview. Questa settimana: Al Salhi, E&V: Italia sempre pi&ug
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