Ultime notizie

20 Settembre 2023

L’abito troppo leggero dell’ottimista

di Luca Dondi, CEO Nomisma

Condividi:
Facebook
Linkedin
Twitter
Whatsapp
16x9
Angle Left
Angle Right
ADV 970x90

Il Rapporto dell’Agenzia delle Entrate relativo al II trimestre del 2023 conferma le previsioni formulate e restituisce un quadro di forte rallentamento del mercato immobiliare italiano. Alcuni numeri aiutano a comprendere l’entità dell’arretramento tendenziale: -16% le compravendite residenziali, quasi 6 miliardi di euro di mutui erogati in meno, incidenza degli acquisti sostenuti da credito passata dal 50 al 40%. Si tratta di dinamiche tutt’altro che sorprendenti, alla luce della fisiologica attenuazione della fiammata post pandemica alimentata dal desiderio di miglioramento della condizione abitativa, nonché del marcato deterioramento del contesto economico di riferimento. I timori di recessione si sono nuovamente ripresentati, anche in ragione di una politica monetaria che non accenna ad alleggerire il peso sul pedale dell’acceleratore. I timori di insolvenza che le banche associano ad una platea sempre più ampia di potenziali richiedenti ben sintetizzano il clima di preoccupazione e incertezza che aleggia sul mercato residenziale nostrano. 

Non va meglio sul segmento corporate, dove sono ormai molti mesi che prevale l’attendismo, con gli operatori stranieri, che rappresentano il principale driver del mercato, in attesa che si diradino le fitte nubi e si faccia più deciso il riprezzamento di una parte significativa degli asset immobiliari. Giunti ormai a fine estate è bene dirselo con franchezza, il 2023 sarà un anno di pesante ripiegamento e il 2024 si preannuncia solo timidamente migliore. Non è solo l’esito di un modello econometrico a restituirci questa consapevolezza, ma l’impressione che si ricava mettendo in fila numeri e osservando le dinamiche di mercato. In questo contesto appare sorprendente il tentativo di edulcorare la realtà che da più parti viene compiuto, come se una narrazione seducente potesse modificare le scelte di un investitore istituzionale straniero o alterare la bancabilità di un aspirante proprietario. È evidente che per tutti noi (anche per chi scrive) le possibilità di crescita sarebbero di gran lunga maggiori in un “mercato toro”, ma non si possono trasformare le speranze in evidenze, altrimenti si rischia di uscire di casa con un vestito troppo leggero, confondendo l’arrivo dell’inverno con un temporale estivo. 

7x10

È online il nuovo numero di REview. Questa settimana:     Demanio; entro il 2026 invest