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27 Agosto 2021

Istat: Nomisma, cala la fiducia delle imprese, costruzioni in cerca di lavoratori (Report)

di E.I.

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Cala la fiducia dei consumatori e delle imprese nel mese di agosto, ma il clima generale rimane positivo. 

Secondo l’Istat, il lieve calo della fiducia dei consumatori è la sintesi di variazioni eterogenee tra le sue componenti. La componente personale scende da 112,2 a 110,8 e quella futura da 123,5 a 122,5 mentre il clima economico aumenta da 129,6 a 132,4 e quello corrente rimane sostanzialmente stabile passando da 111,9 a 112,0.

Anche per le imprese si stima una riduzione della fiducia in tutti i comparti oggetto di rilevazione. L’indice scende nella manifattura da 115,2 a 113,4, nelle costruzioni da 158,6 a 153,8 e nei servizi da 112,1 a 111,8; fa eccezione il commercio al dettaglio dove l’indice è in aumento da 111,3 a 113,9.

Con riferimento alle componenti degli indici di fiducia, nell’industria manifatturiera peggiorano sia i giudizi sugli ordini sia le aspettative sulla produzione; le scorte sono giudicate in accumulo. Per quanto attiene alle costruzioni, tutte le componenti dell’indice sono in peggioramento.

In relazione ai servizi di mercato, i giudizi sugli ordini e quelli sull’andamento degli affari segnalano un recupero; le attese sugli ordini sono in diminuzione. Il quadro complessivo è in miglioramento nel commercio al dettaglio, dove tutte le componenti dell’indice registrano una dinamica positiva. Tuttavia, a livello di circuito distributivo, la fiducia è in aumento solo nella grande distribuzione dove l’indice di fiducia aumenta da 113,2 a 118,9 mentre nella distribuzione tradizionale l’indice scende da 104,6 a 102,0.

Con riferimento al comparto delle costruzioni, confermando la tendenza già in atto dallo scorso marzo, cresce la quota di imprese che segnala la mancanza di manodopera (da 5,5% a 7,5%) e quella di materiali (da 5,1% a 9,0%) quali ostacoli all’attività.

Lucio Poma, capo economista di Nomisma: "Il clima di fiducia flette leggermente ma resta saldo. Ad agosto il clima di fiducia dei consumatori ha subito una lieve flessione (da 116,6 a 116,2), appena più marcata per le imprese (da 115,9 a 114,2), ma il clima generale resta positivo. Se ci si addentra nelle singole componenti del clima di fiducia dei consumatori si osserva come il "clima economico", ovvero le attese sulla situazione economica dell'Italia, sia in realtà aumentato da 129,6 a 132,4 a compensazione delle componenti personali che invece sono diminuite. In altre parole, mentre il clima di fiducia basato sulle aspettative del proprio bilancio familiare subisce un leggero rallentamento, quello basato sulle aspettative di crescita del Paese aumenta. I frutti della crescita non sono ancora direttamente percepiti ma si attendono con fiducia. Dal punto di vista delle imprese, il calo dell'indice riflette più un rallentamento di crescita rispetto ad un'inversione di rotta. Ad esempio, il giudizio sugli ordini nella manifattura scende da +8,2 di luglio a +6,9 di agosto ma resta ben lontano dal -5,7 di aprile. In generale il clima di fiducia si sta stabilizzando su livelli comunque elevati: i più alti dal 2012". 

Scarica il Report.

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