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27 Aprile 2018

Intesa Sanpaolo Casa (video)

di Maurizio Cannone

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Il ruolo dell’agente immobiliare nell’era 4.0; il contributo della tecnologia; l’andamento del mercato residenziale; le strategie aziendali. È una chiacchierata a tutto tondo quella con Anna Carbonelli, amministratore delegato e direttore generale di Intesa Sanp aolo Casa, la società nata all’interno del primo gruppo bancario italiano proprio per occuparsi della compravendita di immobili. Con un focus sul residenziale, ma anche una progressiva apertura al commerciale.

Il mercato immobiliare continua a fornire segnali di ripresa, mercato che è seguito dalle agenzie. Quali sono gli obiettivi della società?

“La nostra società è nata meno di tre anni fa. Siamo partiti da Milano, Roma e Torino. Oggi siamo presenti in dodici realtà, con 240 persone assunte e formate internamente. Abbiamo anche aggiunto un’agenzia online che copre i territori in cui non siamo presenti con agenzie fisiche. Da poco ci siamo affacciati anche al settore commerciale, al servizio della clientela istituzionale”.

Dunque un network di agenzie sotto un unico brand. Continuerete sulla strada degli agenti assunti?

“Continueremo su questa strada. Abbiamo un brand ormai molto forte e vogliamo continuare a crescere con i colleghi che hanno scelto di venire con noi, che hanno chiuso la loro agenzia e hanno condiviso con noi una nuova visione strategica”.

Quali sono i vostri numeri e quali gli obiettivi a breve?

“Siamo a 43 agenzie con 230 persone. In media ogni agenzia è composta da 6-12 persone. Il nostro obiettivo è presidiare bene i territori in cui siamo già presenti e poi sviluppare ulteriormente l’agenzia online, che si occupa di tutti gli aspetti documentali e in architettura aperta sceglie collaboratori locali per seguire i clienti”.

Come vedete il mercato attuale e in prospettiva?

“Il residenziale è in ripresa e questo trend è acclarato. I tempi di vendita si sono accorciati, è molto più semplice accedere a un mutuo e si sono riaffacciati gli investitori, grazie anche alla prospettiva dell’affitto breve, che offre rendimenti interessanti senza dover prendere vincoli molto lunghi. Quanto alle tempistiche, vanno bene soprattutto le grandi città, con dimensioni fino ai 120 mq. Quanto ai prezzi non c’è invece cenno di ripresa. L’offerta in buona parte è di cattiva qualità e la domanda si fa sempre più selezionata”.

Guardando a un anno, a suo avviso il tema dominante resterà lo smaltimento dell’invenduto o si attende novità?

“Penso che si continuerà soprattutto nella direzione attuale. È difficile immaginare un rialzo dei prezzi, se non a Milano e in poche altre realtà. C’è molta attenzione alla qualità del prodotto. Va molto bene il settore delle ristrutturazioni, delle riqualificazioni e della tecnologia in casa. Registriamo una grande attenzione anche per le parti comuni, dato che la riqualificazione è profonda solo se riguarda non solo il singolo appartamento”.

Come vede l’agente immobiliare del futuro, l’agente 4.0?

“La tecnologia sta rivoluzionando le nostre vite e sappiamo che molte delle professioni attuali spariranno. Quindi è inevitabile adeguarsi ai cambiamenti attuali. Quanto all’agente immobiliare ha già cambiato profondamente il suo profilo. In quella che possiamo definire come figura 1.0 si occupava esclusivamente di mettere in contatto le parti, per poi evolvere nella figura dell’agente 2.0 con un contenuto consulenziale. Quindi un professionista che sa consigliare il cliente sulle pratiche urbanistiche, che conosce il diritto private e conosce bene il Fisco. L’agente 3.0 è un professionista che comprende come social network e simili siano caratterizzati dall’architettura aperta. Quindi usa la leva della collaborazione per migliorare e accelerare la sua attività. L’agente 4.0 è quello che abbraccia la tecnologia, dall’intelligenza artificiale alla realtà virtuale, fino al 3D. Questa evoluzione richiede grandi passi in avanti, che in ogni caso non fanno venire meno l’importanza dell’empatia, che le macchine non hanno”.

In questo contesto di grande sviluppo, come vi ponete?

“Siamo già in ottica 4.0. Utilizziamo l’intelligenza artificiale tramite tecnologie proprietarie. Alcune le acquistiamo sul mercato, ad esempio per geolocalizzare gli immobili. E abbiamo algoritmi di machine learning che selezionano gli immobili in offerta per accrescere la personalizzazione del servizio. Utilizziamo anche la virtualizzazione da remoto in modo da evitare visite inutili. Grazie al 3D e al virtual touring è possibile farsi un’idea precisa non solo dell’appartamento, ma dell’intero condominio. Nelle valutazioni immobiliari, le facciamo sempre scritte analizzando i comparable. Questo consente di sapere il prezzo probabile di vendita. La tecnologia è molto utile, ma richiede una grande predisposizione all’innovazione. Se c’è un errore legato all’innovazione, va incentivato. Per noi si tratta di un principio condiviso. Vogliamo spingere le nostre persone a osare, a guardare oltre”.



Questo articolo, con la videointervista, è presente su REview di questa settimana. Leggi gratuitamente il numero completo!