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23 Ottobre 2014

In Francia le tasse immobiliari più alte d'Europa. Ma non era in Italia?

di Cristina Giua

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Tutto il mondo è Paese, almeno quando si parla di tasse.

Eravamo rimasti agli italiani e l'effetto Bancomat sugli immobili di proprietà, ecco che nella stessa gara tocca ai francesi passare per i più tartassati d'Europa.

Sarà vero? Per supportare un'affermazione di questa portata, servono dati e prove, come quelli che periodicamente girano sulla situazione italiana.

Ecco allora che la Fédération des promoteurs immobiliers de France si è presa la briga di fare di conto, commissionando allo studio di avvocati Fidal un'indagine in cui comparare il sistema di tassazione immobiliare d'Oltralpe con quello di alcuni Paesi Europei (nell'elenco non poteva mancare l'Italia, accanto a Germania, Paesi Bassi, Belgio Gran Bretagna).

Tre gli aspetti passati sotto la lente: le tasse in capo al costruttore che ha edificato del prodotto residenziale nuovo, quelle in capo all'acquirente che compra una casa nuova, la tasse che incidono ogni anno sulla proprietà in quanto tale.

Totale - come emerge in maniera visibile dall'infografica in allegato, tratta dalla ricerca completa (in secondo allegato) - a fare la differenza è soprattutto la Tva (Taxe sur valeur ajoutee) l'equivalente dell'Iva Italiana, più alcune altre tasse minori che fanno schizzare la Francia, a pari merito con i Paesi Bassi, nell'empireo delle nazioni dove investire nel mattone equivale ad un salasso.

L'Italia invece - almeno sotto gli aspetti presi in considerazione dalla ricerca – risulta tra i Paesi più convenienti, in linea con la Spagna, ribaltando quindi il concetto che è girato molto negli ultimi mesi tra gli operatori del settore e tra i comuni cittadini: ovvero degli immobili usati come Bancomat ogni volta che c'è da ripianare una falla nei conti pubblici.


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