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2 Maggio 2013

Imu, impazza polemica. Fassina: 10 mld subito; Brunetta: cancellazione o fuori dal governo

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Prosegue la polemica sull'Imu, scoppiata dopo il discorso per la fiducia alla Camera pronunciato dal neo premier Enrico Letta.

 

Cancellare l'Imu?

 

Io ne faccio un discorso pratico: se improvvisamente abbiamo trovato 10-12 miliardi da spendere ben venga, ma non sarà cosi”.

 

Così il responsabile economico del Pd Stefano Fassina ospite di '24 Mattino' su Radio 24: “Meglio evitare l'aumento dell'Iva che pesa sui consumi e quindi sull'attività produttiva delle imprese e sul lavoro e cancellare l'aumento dei ticket previsto per il 2014”, ha aggiunto Fassina: “Queste misure sarebbero più eque e utili all'economia.

 

Non possiamo parlare in modo astratto: anche noi in campagna elettorale abbiamo proposto di intervenire in modo incisivo sull'Imu, innalzando la detrazione per la prima casa da 200 a 500 euro.

 

Ma parliamoci chiaro, dal primo luglio avremo un aumento dell'Iva che vale 4,5 miliardi; dal primo gennaio 2014 un aumento dei ticket sanitari che vale 2 miliardi.

 

Che senso ha togliere l'Imu e far risparmiare a una famiglia 100 euro all'anno quando noi poche settimane dopo gli facciamo pagare l'Iva che costa in media 200 euro all'anno, più i ticket?”.

 

La cancellazione dell'Imu sulla prima casa e la restituzione di quanto pagato nel 2012 è elemento dirimente rispetto alla nostra partecipazione al governo”: a dirlo è invece il capogruppo alla Camera del Pdl, Renato Brunetta, ospite della 'Telefonata' di Maurizio Belpietro su Canale 5.

 

Abbiamo un ottimo ministro dell'Economia e delle Finanze, Saccomanni, e le risorse si troveranno.

 

Ci vedremo in questi giorni per trovare la quadratura sul Def e poi ci aspettiamo provvedimenti del governo urgenti per eliminare da giugno l'Imu sulla prima casa e sui terreni agricoli”.

 

 

Le parole del ministro dell'Economia Saccomanni, il rapporto annuale dell'Ocse, i risultati degli incontri del presidente del Consiglio Letta con i partner europei, vanno tutti nella stessa direzione: più lavoro e più crescita per evitare manovre correttive e per far tornare competitiva l'economia italiana soffocata da aziende che chiudono e cittadini che perdono l'occupazione”.

 

Lo ha ribadito Marina Sereni, vicepresidente Democratica della Camera, discutendo con i giornalisti a Montecitorio.

 

Ora che abbiamo un governo, il Parlamento, che da martedì avrà anche completato la formazione delle Commissioni, può lavorare a pieno regime.

 

Dobbiamo passare dalle parole, ne abbiamo sentite e dette tante dalla campagna elettorale in poi, ai fatti.

 

Dobbiamo risolvere la questione degli esodati, trovare le risorse per la cassa integrazione, agevolare l'assunzione dei giovani, scongiurare l'aumento dell'Iva a luglio e rimodulare l'Imu.

 

A giugno la tassa sulla casa non si paga e questo è già un fatto.

 

Al di là delle troppe parole e degli inutili ultimatum”.

 

Infine l'intervento del vicepresidente del Senato, Maurizio GasparriPrioritario per il governo è dare un pò di ossigeno alle famiglie italiane.

 

Non è in corso alcuna gara a chi riesce a portare per primo a casa il taglio di questa o quella tassa.

 

Certo, per far ripartire l'economia e dare risposte sul fronte dell'occupazione è indispensabile defiscalizzare le imprese.

 

Ciò non è in conflitto con il taglio dell'Imu a giugno”.

 

 

 

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