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27 Aprile 2026
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La Leopolda sarà di Palazzo Vecchio. Ne è convinta la giunta comunale di Firenze che ha approvato una delibera per avviare le procedure di acquisizione della stazione ottocentesca fiorentina ancora di proprietà delle Ferrovie. Costerà 7,2 milioni di euro, ma il municipio del Giglio potrebbe non tirar fuori neppure un centesimo grazie a una sapiente triangolazione con un soggetto terzo disposto a prendere in affitto il prestigioso immobile e anticipare il denaro per la gestione degli spazi. Che ovviamente non sono soltanto di valore storico perché oggi a Firenze Leopolda è sinonimo del nuovo corso di Renzi, soprattutto prima versione, quella del rottamatore, che nella vecchia stazione di via Fratelli Rosselli, ha iniziato la sua carriera di politico nazionale e metaforicamente è salito sul treno per Roma, fermata Palazzo Chigi.
Insomma, mai una stazione ferroviaria è stata così evocativa e ricca di simboli (antichi e moderni) almeno per Firenze. La Leopolda è stata la prima ad essere costruita in città nell’Ottocento per collegare il capoluogo pensate un po’ con Livorno, oggi l’unica città toscana gestista dai Cinque Stelle. E poi, con Matteo, è diventata l’emblema del nuovo corso del Pd con le adunate dei renziani immersi in scenografie mediatiche e con slogan e loghi diventati la quintessenza del rottama-pensiero.
La decisione del Comune è stata presa quando le Ferrovie hanno annunciato la messa in vendita, tramite asta pubblica, della struttura diventata da tempo sede di congressi e meeting. Così il sindaco Dario Nardella ha deciso di esercitare il diritto di prelazione e giovedì ha firmato la delibera che mette in moto l’iter di acquisizione. Nel documento si legge che sarà un ente terzo “ad assicurare la provvista di denaro necessaria all'acquisto (l'anticipazione dei futuri canoni di affitto) nonché ad assumere a proprio carico gli oneri di manutenzione ordinaria e straordinaria dell'immobile”. A giugno sarà pubblicata la procedura di evidenza pubblica. Che, per valutare il gestore, seguirà due direttive. “La coerenza della proposta di uso dell'immobile - si spiega nella delibera - con l'indicazione delle attività da svolgervi, con la volontà dell'amministrazione di mantenere l'identità e la vocazione dell'immobile stesso, ormai noto come riferimento nazionale per attività culturali, congressuali, espositive e di spettacolo”. E ancora sarà preso in esame “il numero di giornate complessive non inferiore a 36 annue, per le quali nella proposta di uso dell'immobile viene assunto l'onere di messa a disposizione a titolo gratuito dei locali, e dei relativi servizi, comprese utenze e personale di sorveglianza e pulizia per eventi organizzati o promossi dal Comune”.
Sui soggetti terzi disposti a gestire la Leopolda e a sborsare 7,2 milioni senza però diventare i proprietari dell’immobili resta ancora il segreto. Prima della firma della delibera si faceva il nome di Pitti Immagine. A Palazzo Vecchio si è sicuri che la proposta non avrà ostacoli perché il brand della vecchia stazione è di quelli succulenti e anche la struttura, che insieme alla Fortezza da Basso può diventare un centro fieristico ed espositivo, è di assoluta eccellenza.
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