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7 Ottobre 2019

Gio Ponti rinasce a Milano con Allianz (video)

di G.I.

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Un collettivo statunitense di fama mondiale di architetti, designer, ingegneri e progettisti sta mettendo mano alle palazzine di Milano disegnate fra il 1958 e il 1962 da Gio Ponti, con Piero Portaluppi e Antonio Fornaroli. Il complesso di corso Italia 23 di proprietà di Allianz Italia, nel cuore di Milano, viene riqualificato infatti da Allianz Real Estate con un progetto a firma Skidmore Owings & Merrill, responsabile di alcuni degli edifici tecnicamente più avanzati al mondo.
L'intervento segue la decisione di Allianz Italia di spostare nel 2018 tutti gli uffici milanesi nella Torre Allianz, progettata da Arata Isozaki e Andrea Maffei nel nuovo quartiere di City Life, uno dei grattacieli più importanti della città e il più alto in tutta Italia.
I lavori riguardano una superficie di 45.000 metri quadrati in tre edifici, con un terrazzo con vista sulla città, in una zona in cui è prevista l'apertura della linea 4 della metropolitana, in un quartiere Santa Sofia, legato da sessant'anni al complesso edilizio che è stato prima sede Ras, poi della nuova holding con Allianz dal 2006.

La ristrutturazione punta a creare un campus urbano che rappresenti un nuovo modo di concepire gli spazi di lavoro e la sostenibilità, con la potenzialità di ospitare 3.000 persone nelle tre palazzine di Allianz Real Estate, che ha evidenziato come siano in corso trattative con più soggetti, possibili destinatari di questi spazi.

La società, infatti, prevede di andare verso una soluzione multi-tenant, in cui soggetti diversi prendono in affitto parti del complesso, ma non è esclusa una soluzione con un solo tenant. "Abbiamo effettuato un investimento importante, che non possiamo ancora quantificare ufficialmente perchè le cifre non sono definitive. Per l'affitto, abbiamo dialoghi aperti con vari soggetti, non c'è ancora nulla di definitivo. Il complesso è molto interessante, quindi riscuote grande interesse. Ci potrebbero essere parti dedicate al food e al coworking", ha detto Donato Saponara, head of transactions West Europe e country head Italia di Allianz Real Estate. L'obiettivo del progetto è, infatti, valorizzare gli edifici e, di conseguenza, generare ricadute positive sull'intera area. Un'operazione per cui "ci sarà un buon ritorno" ha affermato Alexander Gebauer, Ceo Allianz Real Estate per l'Europa occidentale che ha aggiunto:"Siamo investitori di lungo termine, non compriamo asset a poco prezzo, li ristrutturiamo e li rivendiamo subito a un prezzo più alto. Pensiamo invece a creare valore, che è un tema chiave per noi, anche attraverso la sostenibilità e il well-being dei progetti che seguiamo. Questo per noi è un punto di partenza, dobbiamo guardare al futuro e avere standard elevati, anche in termini di sostenibilità e di sfide ambientali.

L'innovazione è al centro di quello che facciamo e le tendenze che vediamo, specialmente nel campo della tecnologia, ma anche delle sfide ambientali e dello stile di vita delle persone che vivono e lavorano nelle nostre proprietà immobiliari, stanno cambiando profondamente le basi del settore real estate. Abbiamo vissuto e valorizzato l'edificio, oltre a essere vicini alla comunità, per sessant'anni e ora, come proprietà, creeremo di nuovo un edificio moderno e all'avanguardia".
Un edificio che verrà ottimizzato dal punto di vista ambientale, ma non solo. Parola del collettivo che lo progetta, attraverso Yasemin Kologlu, design director: "Riteniamo che la sostenibilità non tocchi soltanto temi di efficienza di risorse e costi operativi, ma che riguardi anche la ricerca proattiva di soluzioni in termini di design a supporto della salute e del benessere degli abitanti".

Corso Italia 23 ha, infatti, un design pensato per integrare standard tecnologici e di sostenibilità, che permetteranno di superare le barriere architettoniche esistenti e di ottimizzare il risparmio energetico attraverso l'uso di pannelli solari e nuovi materiali per le facciate che ridurranno la dispersione di calore del 60%. I servizi e le aree comuni introdurranno spazi di socializzazione intorno al luogo di lavoro, con un processo di riqualificazione e di definizione di una nuova identità per il complesso.
"Portiamo avanti progetti ambiziosi e importanti e crediamo che questo sarà uno di quelli, per via della location dell'edificio, ma anche per quello che rappresenta per Milano, di cui è patrimonio. Vogliamo dare una nuova identità al complesso. La sua storia deve continuare, anche a beneficio della città", ha aggiunto Yasemin Kologu sottolineando che "il progetto rappresenta un'opportunità storica di rilancio per l'area di Santa Sofia in una nuova destinazione uffici per la città, in tal modo rafforzando lo sviluppo di Milano".

Quello che viene restituito a Milano e al suo quartiere è un complesso senza tempo, dove la solidità del concept, la rielaborazione dell'heritage e la sostenibilità integrata sono studiati per resistere alle mode e ai cambiamenti del tessuto urbano.
La città "non sarebbe quella che è senza le grandi aziende e le piccole realtà del territorio. Oggi molte grandi aziende hanno capito che svolgono un ruolo di natura non solo produttiva, ma anche sociale. Alcune grandi trasformazioni che abbiamo visto in questi anni avvengono perchè le aziende decidono di investire negli immobili e nelle aree che li circondano", ha detto Piero Pelizzaro, chief resilience officer del Comune di Milano, sottolineando che la città "sta facendo un lavoro sulla resilienza dell'urbanistica, cercando di delineare strumenti e strategie concrete in ottica di sostenibilità e climate change". Le società come Allianz e in generale "gli attori privati – ha concluso - sono uno stimolo ad andare oltre, spronando anche la pubblica amministrazione".
 

Questo articolo, con la videointervista, è presente su REview di questa settimana. Leggi gratuitamente il numero completo!

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