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3 Novembre 2017

Fideiussioni false, è business: l'allarme di Bankitalia (Report)

di E.I.

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Ha fatturato mezzo miliardo di euro la stamperia clandestina che, in un appartamento di Latina, ha rilasciato fideiussioni false per garantire appalti pubblici e privati oltre che case in costruzione. È solo uno dei numerosi casi di truffa legata a polizze fideiussorie scoperti dalla Guardia di Finanza.

Sempre più leggi hanno previsto il rilascio di fideiussioni allo scopo di garantire i soggetti coinvolti in un rapporto obbligatorio ma, paradossalmente, dal momento che soltanto banche e compagnie di assicurazione del ramo cauzioni hanno il titolo di rilasciare le polizze, l’effetto sortito è stato opposto a quello desiderato. Il basso numero di soggetti abilitati e le condizioni da loro proposte, spesso gravose, hanno posto le basi per la nascita di un vero e proprio business illegale.

La denuncia arriva da Banca d’Italia che sul proprio sito, dal mese di luglio 2015, aggiorna periodicamente un elenco dei soggetti segnalati per garanzie rilasciate in assenza di abilitazione: alcune società sono presenti da mesi. Bankitalia non ha alcuna autorità nei confronti di questi enti, sono le autorità competenti a dover accertare le segnalazioni e sanzionare gli illeciti. Se finiscono in tribunale, falliscono o vengono sciolte, queste società entrano in un altro elenco, quello degli intermediari o dei Confidi cancellati.

Può trattarsi di soggetti non abilitati, totalmente abusivi, oppure di società iscritte negli elenchi di Bankitalia, ma ad altri fini, o di Confidi minori.

I Confidi sono enti che dovrebbero attenersi al rilascio di garanzie collettive dei fidi e i servizi connessi o strumentali, a favore delle piccole e medie imprese associate, nel rispetto delle riserve di attività previste dalla legge; accade sempre più spesso, invece, che alcuni di essi rilascino garanzie in modo indiscriminato, non avendo le risorse per tener fede agli impegni presi. Per questi casi si è trovata la soluzione: i Confidi saranno sottoposti alla sorveglianza di un apposito organismo, a propria volta sottoposto alla vigilanza di Banca d’Italia.

Nell’attesa degli ultimi adempimenti formali da parte del Ministero dell'Economia e delle Finanze per l’avvio del funzionamento di questo ente, conviene controllare con cura i requisiti di chi rilascia fideiussioni, e accertarsi che abbia le giuste autorizzazioni.

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