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15 Settembre 2014

Embargo, la Russia si vendica sull'immobiliare Usa

di F.L.

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Una nuova guerra fredda si sta consumando tra blocco occidentale ed ex-sovietico, ma stavolta ha il sapore – forse anche più letale in un momento di stagnazione come questo – di un braccio di ferro giocato sull’economia.
 
Dopo l’annessione della Crimea alla Russia, e dopo le tensioni tra Putin e l’Ucraina, gli Stati Uniti hanno deciso di ricordare al nuovo zar che a comandare sono pur sempre loro, e hanno ingaggiato una lotta a suon di embarghi commerciali che dal divieto di import/export di armi (che tutto sommato è anche ragionevole) è sfociato in un blocco alle merci di tutt’altro genere.

Il che, se può non danneggiare più di tanto gli States (esposti alla Russia non più che al resto del mondo), può creare qualche problema agli Stati europei, e in particolare a quelli italiani. E già ne ha creati all’agricoltura nostrana: basti pensare ai tir di frutta bloccati a marcire in Polonia perché non più desiderati all’interno dei confini russi.
 
I miliardari ex-sovietici stavano diventando sempre più appetitosi agli occhi dell’Occidente, per i loro portafogli gonfi e la loro folle disponibilità a spendere. Anche e soprattutto se si trattava di acquistare mega residenze quanto più pacchiane possibili, e possibilmente situate ad Ovest, pagandole una moneta sonante che testimoniava il crescente potere economico del gigante che l’Occidente credeva di aver sottomesso.
 
Eppure negli ultimi sei mesi, dall’inizio delle tensioni commerciali con gli Stati Uniti, secondo Lyudmila Aksenenko di Knight Frank Moscow, citata da un sito specializzato statunitense, la domanda russa per gli immobili americani è sensibilmente calata, cedendo circa il 50%. I magnati preferiscono infatti differire gli acquisti in attesa degli eventi, o addirittura acquistare altrove.

Secondo il sito Tranio.ru, portale di vendite immobiliari internazionali, le richieste dalla Russia verso l’America sono invece calate del 35,7%, e il mercato in generale ha visto un calo del 43%.
 
E in Italia? A quanto pare il nostro Paese interessa soprattutto per le residenze storiche e di lusso. Stando a quanto riportato il 14 settembre da Repubblica a pagina 21, secondo la Lionard Luxury l’interesse è ancora alto, e gli acquirenti ex sovietici fanno man bassa di manieri da sogno nei nostri confini.
 
Tuttavia la bonaccia potrebbe finire. L’embargo imposto da Putin verso i beni europei potrebbe presto abbattersi, oltre che sul settore ortofrutticolo, anche su due settori che dalla Russia speravano molto: la moda e l’arredamento.
 
Quest’ultimo settore, nel nostro Paese, ha piazzato in Russia il 6,9% del suo export solo da inizio anno, per un valore di 291 milioni di euro.

Un blocco delle esportazioni si abbatterebbe in maniera importante sui distretti della Brianza, delle Marche, del Friuli Venezia Giulia e della Puglia. Che certo non hanno la forza degli Stati Uniti di sostenere rovinosi embarghi.
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