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21 Aprile 2026
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L’Agenzia del demanio e il Comune di Bologna hanno sottoscritto un accordo che conclude l’iter di valorizzazione e riqualificazione dei beni inseriti nel Programma unitario di valorizzazione (Puv) di Bologna.
L’accordo – precisa una nota - è stato siglato all’apertura di Urbanpromo 2012 dal direttore dell’Agenzia del demanio, Stefano Scalera e dal sindaco di Bologna, Virginio Merola.
Il protocollo prevede che, attraverso l’individuazione di nuove destinazioni d’uso, il Comune si impegni a valorizzare la scuola Tambroni, di sua proprietà, e i sette beni statali non ancora valorizzati nella prima fase del Puv (che coinvolgeva complessivamente 19 immobili di proprietà dello Stato e uno appartenente al Comune): la caserma G. Mazzoni (un’aliquota), i Prati di Caprara Est-esclusi alloggi, l’area Prati di Caprara “Orti degli Anziani”, l’area ex Staveco, la caserma D’Azeglio (un’aliquota), il comprensorio Prati di Caprara Ovest e l’ex polveriera Monte Albano.
L’Agenzia del demanio e il Comune, completato l’iter di valorizzazione, si impegnano inoltre ad agevolare l’immissione sul mercato degli immobili non ancora venduti, grazie anche ai nuovi veicoli societari e di finanza immobiliare, introdotti dalla recente normativa in materia di valorizzazione e dismissione dei patrimoni immobiliari pubblici (art. 33 bis del decreto legge n.98/2011), superando modalità tradizionali di alienazione dei beni.
Con la firma di questo accordo, viene anche riattivato il Tavolo tecnico operativo, già istituito nel 2007, che avrà il compito di: individuare ulteriori beni di proprietà statale, comunale o di altri Enti da inserire all’interno del Puv e di definire le strategie più adeguate di valorizzazione per immettere i beni sul mercato.
A tal fine, saranno avviate procedure di consultazione pubblica per sondare le esigenze del territorio e degli investitori e per adottare le azioni di valorizzazione più efficaci.
In caso di vendita di un bene, l’accordo prevede che l’Agenzia del demanio riconosca al Comune una quota compresa tra il 5% e il 15% del ricavato. In alternativa, il Comune di Bologna potrà richiedere il trasferimento di uno o più beni coinvolti nel Puv.
Per questa ragione, il Comune di Bologna ha manifestato l’intenzione di acquisire la proprietà dell’area ex Staveco.
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