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4 Dicembre 2014

Crisi dei cantieri: la Francia riparte dai permessi di costruzione

di C.G.

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La Francia non si arrende alla debacle dell'edilizia: i cantieri residenziali partiti in tutto il Paese quest'anno sono scesi sotto la linea di galleggiamento delle 300mila nuove unità abitative.

Mai così male dagli anni 50 per una crisi partita nel 2011 e che non accenna a rallentare.

Anche per i cugini d'Oltralpe una delle bestie nere è la burocrazia a livello locale e centralizzato (problema contro sui i costruttori italiani si battono da anni: per la situazione aggiornata su questo fronte si vedano i risultati diffusi ieri sul grado di efficienza delle Pa locali in Italia sui temi dell'edilizia). Non troppo diverso il caos normativo francese sui cui il governo di Parigi ha deciso di intervenire, giocando d'anticipo rispetto a Roma, dove l'esecutivo Renzi ha messo sul tavolo la promessa di un Regolamento edilizio unico entro la fine dell'anno prossimo).

Da qui la proposta del governo francese di revisionare i punti critici del quodro normativo. Parola d'ordine: semplificazione - anche grazie alle nuove tecnologie - delle procedure per ottenere i permessi di costruzione,  a cui aggiungere la leva finanziaria fatta di interessi a tassi vantaggiosi - in alcuni casi a tasso zero – per i costruttori che chiedono finanziamenti per gli sviluppi immobiliari.

Il pacchetto di misure è stato presentato stamattina dal ministro della casa Sylvia Pinel: spetta ora all'esecutivo e alla Assemblea nazionale portare in porto la riforma.

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