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22 Giugno 2026
Le società di capitali non finanziarie dell'Unione europea (Ue27) hanno affrontato un periodo prolungato di shock economici e geopolitici negli ultimi anni, ma, nonostante il contesto complesso hanno dimostrato una notevole resilienza. Ciò è confermato da un profilo di rischio creditizio rimasto complessivamente stabile e sostenibile tra il 2022 e il 2024.
È quanto emerge dalla prima edizione del Crif European Credit Outlook, secondo cui, in uno scenario base, il tasso di default pubblico a un anno è atteso in crescita allo 0,48% nel 2026 e allo 0,58% nel 2027, rispetto a circa lo 0,4% nel biennio 2024-2025. In uno scenario avverso, il tasso potrebbe salire allo 0,71% nel 2027, rimanendo fortemente condizionato dall'evoluzione delle condizioni macroeconomiche, geopolitiche e creditizie. Tuttavia, questa capacità di adattamento è messa alla prova. Pur in presenza di fondamentali ancora solidi, le imprese europee si trovano ad affrontare pressioni crescenti derivanti dal deterioramento del quadro macroeconomico e dall'elevata incertezza geopolitica. Detto questo, secondo Crif, sulla base degli ultimi bilanci disponibili, le imprese europee hanno un profilo creditizio nel complesso stabile e su livelli soddisfacenti: in media oltre la metà delle imprese (circa il 52%) nel periodo 2022-2024 si collocava nella categoria "safe", mentre solo una quota contenuta (13%) rientrava nella categoria "vulnerable". Nonostante un contesto di riferimento sempre più complesso, la dinamica del credito è rimasta positiva anche nel periodo più recente, con un incremento di circa il 2,4% nel 2025 (dicembre 2024-dicembre 2025) e di circa l'1,2% nel primo trimestre del 2026 (dicembre 2025-marzo 2026).
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