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20 Febbraio 2012

Crescono investitori stranieri su immobili di pregio italiani

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Riduzione del Pil, credit crunch e le misure adottate nella manovra economica non impatteranno più di tanto su alcune nicchie dell'immobiliare italiano che si mantengono “in continua evoluzione”.

Lo sostiene Martino de Rosa, amministratore delegato di Wiish (Worldwide Independent Investments Services Holding), società di investimento opera i settori come lo sviluppo di immobili di pregio, resort e servizi di ospitalità esclusivi, campi da golf e club house, fino ad arrivare alle realizzazioni di pregio, in ambito turistico-alberghiero e di wine&food estate.


Nota interessante – dice de Rosa - è rappresentata, ad esempio, dalla crescente attenzione internazionale nei confronti del nostro patrimonio immobiliare, soprattutto per quanto concerne il segmento di pregio.

Nell’ultimo triennio abbiamo registrato una crescita di circa il 15% della clientela straniera interessata ad investire in progetti o soluzioni immobiliari nel nostro Paese.

Inutile dire che il nuovo business da intercettare è sempre più costituito dalla domanda che viene dall’Oriente, dove non a caso abbiamo deciso di aprire un nostro branch office che monitori costantemente le opportunità del mercato".

I ricchi cinesi negli ultimi anni hanno destinato complessivamente circa il 27% della propria ricchezza nel settore del real estate di pregio, con particolare attenzione per il segmento residenziale.

La domanda di immobili di alta qualità, infatti, è in continua crescita in Cina.

In base all’Asia-Pacific Wealth Report 2010, i milionari cinesi, rispetto all’anno precedente, hanno investito circa il 10% in più del proprio patrimonio in luxury real estate, in patria e all’estero.

Tra le richieste più in voga tra glia acquirenti e gli investitori esteri in Italia, oltre ai classici immobili di pregio, anche cantine e poli vitivinicoli destinati a progetti di sviluppo.

Per quanto riguarda lo slow real estate, come viene spesso definito, la meta più ambita degli stranieri resta la Toscana.

Molto richieste anche Liguria, Marche, Umbria e Franciacorta”
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