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14 Aprile 2026
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La Corte d’appello di Bologna conferma la condanna in primo grado ottenuta dal Movimento Difesa del Cittadino di Ferrara, a tutela di una risparmiatrice che nel 2001 aveva investito i suoi risparmi in Tango Bond argentini.
L’allora Banca Antonveneta, poi acquisita da MPS, aveva venduto alla sua cliente circa 90.000 euro di bond argentini. Dopo essersi accorta che l’investimento stava perdendo gran parte del suo valore, la risparmiatrice aveva deciso di vendere i bond, che nel frattempo avevano perso gran parte del loro valore, ricavando 30.000 euro. La cliente si è quindi rivolta al Movimento Difesa del Cittadino di Ferrara per recuperare la differenza, i 60.000 euro persi nel corso del tempo. Dopo una battaglia legale la Corte d’Appello di Bologna ha confermato oggi la sentenza di primo grado.
Secondo i Giudici la risparmiatrice non è stata adeguatamente informata circa la rischiosità dell’investimento e il suo profilo non rientrava tra quello di esperti investitori. La stessa cliente non ha riconosciuto due delle tre firme poste sugli atti d’acquisto dei Tango Bond. Questa sentenza è solo l’ultima di una serie di battaglie legali vinte dai risparmiatori sulla base di una scarsa informazione da parte della banca sui rischi dell’investimento.
Francesco Luongo, Presidente Nazionale del Movimento Difesa del Cittadino: “Ancora una decisione che fa giustizia degli strumenti finanziari ad alto rischio venduti a risparmiatori che hanno visto andare in fumo i risparmi di una vita. In questo come in altri casi l’investitore non ha ricevuto informazioni chiare sul prodotto, né gli sono state richieste le informazioni obbligatorie circa la sua esperienza e le condizioni patrimoniali. La sentenza conferma quanto già sappiamo circa le scorrettezze da parte di banche ed intermediari finanziari, comportamenti fraudolenti e di illeciti ai danni dei risparmiatori che come Associazione di consumatori siamo impegnati a contrastare da anni”.
Gianni Ricciuti, presidente di MDC Ferrara: “Sono particolarmente contento e soddisfatto che la Corte d’appello abbia dato ragione alla risparmiatrice e che la sentenza possa essere utile a dissuadere comportamenti analoghi da parte degli istituti bancari. Il Movimento si è formalmente costituito in causa come parte processuale, dando così anche maggior impulso e rilievo alle richieste della risparmiatrice”.
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