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19 Marzo 2024

Affitti al limite: Nelle grandi città uno stipendio non basta più, a Milano neanche due

di red

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I canoni d’affitto nelle grandi città italiane sono diventati talmente costosi da escludere single e famiglie monoreddito.

A sorpresa non è Milano quella meno accessibile per chi è alla ricerca di un bilocale in affitto. Il primato in questo senso spetta invece a Firenze. Immobiliare.it Insights, la proptech company del gruppo di Immobiliare.it ha infatti confrontato la cifra mensile che una persona dovrebbe allocare per l’affitto – non più del 30% del suo reddito medio netto – con il canone medio effettivamente richiesto per un bilocale nei grandi centri. 
Nella città del David, infatti, il prezzo medio mensile richiesto per locare un appartamento con due stanze è di 1.066 euro, ma il budget per l’affitto a disposizione di un single in media non supera i 480 euro. Infatti, solo lo 0,5% dei bilocali in offerta sul mercato risulta accessibile a chi cerca da solo.

Segue Napoli, dove un affitto medio arriva a 850 euro al mese ma, dato il reddito medio del comune, la quota che un single può destinare alla locazione è di circa 415 euro, meno della metà. Non a caso l’accessibilità è inferiore all’1%.

Milano presenta il canone più elevato tra le città analizzate, oltre 1.320 euro al mese per un bilocale mentre il budget a disposizione del singolo, 650 euro, risulta assolutamente insufficiente. Lo stesso vale per Venezia dove a fronte di una locazione media che si aggira sugli 880 euro al mese, il single riesce a stanziare meno della metà, 430 euro. E se a Milano solo lo 0,8% dei bilocali proposti in affitto sul mercato risulta affrontabile per chi cerca solo per sé, a Venezia l’offerta accessibile è addirittura nulla.

Ricerca difficile per i single anche nelle città di Bari e Bologna. Nella prima, dove in un anno il prezzo di affitto di un bilocale è aumentato di quasi 200 euro al mese, toccando quota 800 euro, lo stipendio medio non permette una cifra sufficiente: la disponibilità, infatti, si aggira a 430 euro. Nella seconda, invece, il canone medio è di circa 925 euro al mese, contro i 510 euro che una persona potrebbe effettivamente pagare per far fronte alla richiesta.

A Roma la disparità tra la cifra domandata da chi affitta e quella a disposizione di chi cerca è di oltre il 70%: 890 euro al mese di canone contro 520 euro di budget personale. Va un po’ meglio a Verona dove la locazione media arriva a 770 euro al mese mentre la parte di reddito netto da destinare all’affitto per un residente nel comune è di circa 480 euro.

Nelle due grandi città siciliane, Palermo e Catania, il gap tra la richiesta del locatore e quanto a disposizione del single è di circa il 45%: in entrambi i centri, infatti, il canone mensile supera di poco i 580 euro mentre la parte di stipendio allocabile per l’affitto è di circa 400 euro.

Dove invece il budget stanziabile per l’affitto di un bilocale e la cifra effettivamente richiesta per locarlo si avvicinano è nei comuni di Torino e Genova. Nella città della Mole il canone medio è di poco superiore ai 600 euro al mese e la disponibilità media mensile del single si avvicina ai 500 euro. Differenza di circa 100 euro anche ai caruggi: 550 euro al mese per la locazione contro i 450 euro di risorse personali. Genova rimane comunque la città con la più alta accessibilità ai due locali per i single, il 38% dello stock in offerta.

Antonio Intini, Chief Business Development Officer di Immobiliare.it: “Ciò che emerge dall’analisi è che il mercato delle nostre grandi città non offre a chi ha un solo reddito soluzioni in affitto particolarmente sostenibili. Nella maggior parte dei casi, infatti, un single deve destinare alla locazione almeno il 50% in più del budget considerato sostenibile, quando non addirittura il doppio. In una prospettiva di ulteriore aumento dei canoni c’è da riflettere sul futuro dei principali centri del Paese, sempre meno accessibili per le nuove generazioni, costrette a cercare nell’hinterland soluzioni abitative adeguate, rischiando così di indebolire il tessuto socioeconomico della città”.

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