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8 Gennaio 2020

Mediolanum, raccolta netta 2019 a 4,1mld. Doris: Novità nel 2020

di G.I.

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Il 2020 sarà un anno di novità per Mediolanum che nei prossimi mesi, a valere dunque sul bilancio che si è chiuso il 31 dicembre 2019, distribuirà un dividendo ordinario in crescita rispetto a quello dell'anno precedente e anche una cedola straordinaria per remunerare ulteriormente gli azionisti. Ad annunciarlo, in occasione della presentazione della nuova offerta commerciale del gruppo, pensata per spingere sulla crescita di clienti e masse, sono il presidente e l'Ad dell'istituto, Ennio e Massimo Doris.

"Siamo sempre stati generosi come politica di dividendi: negli ultimi tre anni abbiamo dato cedole per 40 centesimi ad azione. Il nostro obiettivo è di farli crescere, e infatti a novembre abbiamo dato un acconto di 21 centesimi contro i 20 dell'anno precedente. L'obiettivo per il bilancio 2019 è di dare un dividendo superiore ai 40 centesimi degli anni precedenti ma siccome sarà un anno particolare a livello di utile pagheremo anche un dividendo straordinario", ha spiegato l'amministratore delegato.

Dopo aver chiuso il 2019 con una raccolta di 4,1 miliardi, di cui 3 miliardi nel risparmio gestito, grazie a un dicembre che vede i dati rispettivamente a 810 milioni e 426 milioni, nell'anno appena iniziato Mediolanum punta a far crescere ancora clienti e masse. Per questo, nonostante i tassi d'interesse della Bce siano negativi, l'istituto sfrutterà la propria forza per offrire ai nuovi clienti tassi d'interesse fino al 2% per le somme vincolate a 6 mesi. 

"Ci sono 1500 miliardi di liquidità fermi nei conti correnti e noi non pensiamo che sia questo il modo di investire il denaro", ha continuato Ennio Doris. "E' un'offerta che facciamo non per bisogno di liquidità ma per attrarre nuovi clienti e anche nuove masse di persone che sono già nostri clienti", ha precisato.

Altro punto fondante del business del gruppo per l'anno in corso sarà la ripartenza del settore dei Pir, su cui Mediolanum tornerà attiva da fine mese: "Abbiamo creduto da subito ai Pir, che avevamo visto come un'idea molto buona per portare liquidità alle aziende italiane. Era nata molto bene, con afflussi importanti, che aveva portato ad un aumento delle quotazioni all'Aim. Ora legge è stata nuovamente cambiata, e su questo il nostro parere è favorevole. Stiamo facendo le modifiche necessarie ai fondi per rispettare le nuove normative ed entro la fine di gennaio saremo pronti a ripartire per offrire a nuovi clienti i Pir", ha detto l'Ad, precisando che da questo fronte si aspetta una raccolta di almeno 700 milioni. L'istituto, ma anche la famiglia Doris direttamente, sono inoltre fra i principali azionisti di Mediobanca, un gruppo che "ha un futuro brillante" e, a differenza di quanto avverrà nel settore del credito in generale, "non ha bisogno di fusioni" ma può crescere da sola, "per linee interne", come ha spiegato Ennio Doris. "E' evidente che se capiteranno opportunità" di operazioni straordinarie il management farà le sue mosse "ma è una situazione diversa: lo farà se vede opportunità non per salvarsi o per sopravvivere", ha aggiunto. 

"Io sono un'azionista felice di Mediobanca. Non ha la struttura di costi pesanti delle banche tradizionali, ha diversificato moltissimo i ricavi, ha un accesso diretto al mercato del risparmio attraverso al retail su cui si sta rinforzando. Ha un futuro secondo me brillante", ha detto Ennio Doris. Nel 2020 piazzetta Cuccia sarà poi chiamata a rinnovare il proprio consiglio di amministrazione: Doris non ha voluto dire se si aspetta, dopo i recenti movimenti nell'azionariato con l'uscita di Unicredit e l'ingresso di Leonardo Del Vecchio, un passaggio complicato ma ha precisato di essere favorevole a cambiare i vincoli statutari sull'amministratore delegato, che ad oggi deve essere scelto fra i manager dell'istituto.

"Sono favorevole a una modifica", ha spiegato, ricordando che questi paletti erano stati inseriti per garantire l'autonomia di Mediobanca, ma sottolineando che ora "non sono più necessari" e si può tornare "alla normalità". Al di là delle voci, poi, ha garantito che non ci sarà nessuna operazione straordinaria fra i due gruppi, precisando come la sua famiglia sia azionista per oltre il 40% di Mediolanum e non abbia intenzione di diluirsi. 

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